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Venezia, applausi per "Ammore e malavita", tra Bollywood e Grease

In concorso il film dei Manetti, dal 5 ottobre in sala

Roma (askanews) - Risate, entusiasmo, applausi: è stato accolto così "Ammore e malavita", il film dei fratelli Manetti in concorso alla Mostra di Venezia e dal 5 ottobre al cinema. Dopo il successo di "Song 'e Napule", i due ragazzacci del cinema italiano hanno portato al festival un musical, che è anche una commedia, un action, un crime, sempre ambientato a Napoli.

"Noi onestamente, ti rispondo la verità, non è che pensiamo di metterci tanti elementi. Questi elementi sfuggono, anzi noi cerchiamo di controllarli. E veramente anche più forte di noi, tanti ci dicono 'Che genere è?'. Non lo so perché c'ha tante cose dentro".

I riferimenti cinematografici nel film, in effetti, abbondano.

"Forse se c'è qualcosa c'è un po' di Bollywood, nel senso che Bollywood è forse l'unico genere di cinema che c'ha questa cosa che mischia il musical, il crime e il romantico, tutto insieme.

Abbiamo continuamente studiato Grease: quanta musica c'è? Quanto parlano? Quanto cantano? Che tipo di canzoni ci sono? Quindi se c'è un riferimento, forse non si vede, ma è quello".

Giampaolo Morelli interpreta un killer, Ciro, che insieme a Rosario, interpretato da Raiz, è una delle tigri al servizio di don Vincenzo, Carlo Buccirosso, e della sua astuta moglie, Claudia Gerini. Il loro mondo si incontra con quello di Fatima, giovane infermiera sognatrice interpretata da Serena Rossi.

Il film è un vero e proprio omaggio a Napoli.

"E la città più magica d'Italia, più colta d'Italia, una città dove entri e ti ispiri. Questo film non parla di Napoli, si immerge dentro Napoli, e tutto quello che succede potrebbe succedere solo lì".

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