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"Hannah", una grande Rampling per Pallaoro: un'artista coraggiosa

Attrice inglese protagonista del quarto film italiano in concorso

Roma (askanews) - "Hannah", l'ultimo film italiano in concorso alla Mostra del cinema di Venezia, è il ritratto intimo di una donna che non riesce ad accettare la realtà che la circonda. Straordinaria interprete è Charlotte Rampling, che ha regalato al giovane regista italiano Andrea Pallaoro, una grandissima interpretazione. Rimasta sola, alle prese con le conseguenze dell'arresto del marito, Hannah inizia a sgretolarsi.

"Penso che questo sia un film proprio sullo stato mentale, sullo stato psicologico di questa donna, una donna intrappolata dalle sue scelte, paralizzata dalle sue insicurezze, dalle sue dipendenze, dal suo senso di lealtà nei confronti del marito".

Attraverso l'esplorazione del suo graduale crollo emotivo e psicologico, il film indaga il confine delicato tra l'identità del singolo, le relazioni umane e le pressioni sociali. "E' un film che cerca di instaurare un rapporto con lo spettatore molto libero, per cui lo spettatore viene coinvolto molto attivamente, deve essere coinvolto attivamente a fare un suo percorso personale indipendente, individuale, e spero, anche riconoscersi nel personaggio e nella storia, e quindi a capire qualcosa di se stesso. Questo è il cinema a cui punto: il cinema catartico".

Pallaoro, nato a Trento nel 1982, vive da anni Negli Stati Uniti, dove ha studiato cinema. Mentre scriveva "Hannah" pensava proprio a Charlotte Rampling.

"Credo di aver avuto 14-15 anni, fu ne 'La caduta degli dei' di Luchino Visconti, e il suo sguardo mi trafisse completamente e da allora iniziai a seguirle in tutti i suoi film, in tutte le sue performances. Charlotte è un'artista che persegue la sua verità, la verità del personaggio con una integrità, un coraggio, un entusiasmo, una generosità, che ammiro tantissimo".

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