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Sinistra, D'Alema: noi non andiamo a elezioni con Alfano

Martedì a Roma per incontro con Pisapia

Roma, (askanews) - Nessun accordo con Alfano. La sinistra vada avanti alle elezioni senza l'attuale ministro degli Esteri. L'invito arriva da Massimo D'Alema che da Barletta, ospite del Festival di Sinistra Italiana, ha detto:

"Non abbiamo fatto noi l'accordo nazionale con Alfano. Noi non siamo nello stesso governo. È uno slogan. Noi sosteniamo il governo per una questione di responsabilità. Ma una cosa è in assenza di una maggioranza, un governo che ha una natura eccezionale di cui peraltro non facciamo parte mentre Alfano sì, noi no. Altra cosa è andare insieme alle elezioni perché andare insieme alle elezioni significa avere un programma comune, una proposta comune sul Paese: è molto diverso. Basta riflettere".

Il 12 settembre, D'Alema è a Roma per incontrare Pisapia e definire un cammino comune. "Facciamo questa riunione per capire come andare avanti, come definire meglio il processo politico costituente di questa nuova forza della politica che vogliamo costruire insieme. C'era stata una dichiarazione congiunta di Pisapia e di Speranza - ha specificato - che indicava l'obiettivo di una assemblea costituente, programmatica, politica. Si tratta di vedere come muovere in questa direzione. È una riunione di lavoro".

Mentre su Gentiloni, D'Alema spiega: "Non è un problema di uomini, noi chiediamo una radicale discontinuità, chiediamo di correggere il jobs act, la cosiddetta buona scuola, noi chiediamo di smetterla di distribuire soldi alle imprese e alle banche, e cerchiamo invece di rilanciare una strategia di investimenti anche pubblici per il lavoro, soldi per finanziare misure contro la povertà. È sui contenuti che si costruisce una prospettiva, questi sono i problemi degli italiani".

"Tantissimi italiani non vedono i benefici della lieve ripresa economica, il sud non ne vede i benefici, evidentemente manca una politica per estendere i benefici della ripresa ai ceti più poveri, alle donne, allora questi sono i temi veri, non il gioco dei nomi. Il gioco dei nomi non interessa nessuno interessa soltanto reali che infatti non legge più nessuno", ha rimarcato.

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