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Vaticano sposa linea Keynes: basta austerity, serve "new deal"

Mons. Tomasi: uscire del tutto dalla crisi del 2008

Roma, (askanews) - "Mi sembra che le politiche economiche di vari paesi stanno mettendo in dubbio che l'approccio di austerità sia quello giusto in questo momento": mons. Silvano Maria Tomasi, nunzio apostolico e membro del dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, presenta così, alla sede della Radio vaticana, il rapporto UNCTAD (Organizzazione delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo) sul Commercio e lo Sviluppo 2017, intitolato "Beyond Austerity: Towards a Global New Deal".

New Deal, ossia una formula che evoca inequivocabilmente le politiche economiche interventiste che il presidente Franklyn Delano Roosevelt adottò, ispirandosi all'economista John Maynard Keynes, per fare uscite gli Stati Uniti dalla crisi economica iniziata con il crack di Wall Street del 1929.

"Dobbiamo fermarci su questa strada, cambiare rotta e cercare attraverso la costruzione di infrastrutture e di investimenti pubblici da parte dei governi di creare lavoro perché è attraverso la creazione di posti di lavoro che l'economia comincia a muoversi. Per superare i rimasugli della crisi del 2008-2009 dell'economia mondiale questa nuova sensibilità potrebbe essere la strada giusta che porta a una soluzione. Non è il compito del Santo Padre di suggerire modelli economici operativi ma di dare una visione dove dobbiamo arrivare con l'uso dell'economia nel rispetto della dignità e della partecipazione di ogni persona alla vita sociale".

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