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Da smart cities a I-cities, l'evoluzione tecnologia intelligente

Convegno organizzato da Amerigo e dalla Luiss

Roma, (askanews) - Dalle smart cities alle I-Cities, l'evoluzione della tecnologia intelligente al servizio delle città e dei cittadini rafforzando la consapevolezza dei policy maker sul ruolo delle città intelligenti nei processi di crescita del Paese. Se ne è parlato al convegno "Towards I-Cities" promosso dall'Associazione Amerigo e dalla Luiss Guido Carli.

In Italia nel settore smart cities ci sono investimenti per circa 3,71 mld che coinvolgono 158 comuni. I cardini, come ha spiegato Vito Cozzoli, presidente Amerigo, sono Innovazione e sviluppo: "Amerigo vuole riportare alla ribalta del dibattito politico economico e sociale il tema delle smart cities, un tema strategico per il rilancio del paese, un tema fondato sull innovazione che può consentire anche il partnenariato pubblico-privato". Molte le aziende impegnate nel settore. Tra queste l'italiana A2A che, come ha spiegato l'ad, Valerio Camerano, "ha creato una società che ha lo scopo di sviluppare e seguire prodotti e servizi per la città e si chiama A2A smart cities. Questa è una scelta strategica. Pubblico e privato in questo senso possono contribuire in modo efficace".

L'importanza della collaborazione pubblico-privato è stata sottolineata anche da Edward Chan, ceo della divisione italiana del colosso cinese dell'Ict, Huawei: "Huawei é leader nelle infrastrutture Ict, ritengo però che nessuna compagnia debba avere un ruolo dominante nel settore delle smart cities, ma che ci debba essere una forte collaborazione tra pubblico e privato".

Una visione essenzialmente condivisa anche da Agostino Santoni, Ceo di Cisco Italia: "A me piace definire due temi come fattori critici di successo. Il primo è la leadership: cioè avere una classe manageriale e un leader che capiscono come il digitale possa dare uno straordinario contributo alla crescita, che sia una città, un paese o un impresa. Il secondo, più tecnico, la capacità di far collaborare pubblico e privato insieme".

Se i privati spingono, anche il pubblico, nella persona di Antonio Gentile, sottosegretario con delega alle smart cities è cosciente dell'importanza di muoversi con decisione: "Noi abbiamo già fatto delle iniziative con la Comunità europea. In Europa l'Italia è più indietro rispetto ad altri. Penso che questo convegno dia una spinta a riconoscere che il paese ha bisogno delle smart cities".

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