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Un nuovo libro per presentare la Catalogna agli italiani

Ministro catalano Romeva: "Referendum è questione di democrazia"

Roma, (askanews) - Lo scrittore catalano del '900 Josep Pla definiva la Catalogna "la regione più occidentale d'Italia". Ed è per far conoscere meglio agli italiani questa nazione europea orgogliosa della propria identità, che il governo autonomo della Catalogna ha presentato presso l'Istituto Luigi Sturzo di Roma il libro "La Catalogna presentata agli italiani".

La monografia, realizzata in collaborazione con l'Istituto di Alti Studi di Geopolitica e Scienze ausiliarie (Isag) spiega in 12 articoli di approfondimento tutte le principali caratteristiche di un paese che ha con l'Italia grandi legami storici e un sempre più rilevante interscambio commerciale. Un'economia aperta e competitiva, all'avanguardia nella ricerca e innovazione, pronta ad accogliere investimenti dall'Italia e dal mondo. E una nazione caratterizzata da una cultura ricca e da una forte identità fondata in larga parte sulla sua lingua, il catalano.

Alla presentazione del volume è intervenuto il ministro degli Affari Esteri e Relazioni istituzionali del governo autonomo della Catalogna, Raul Romeva, che ha spiegato così l'obiettivo del suo paese in Europa:

"La Catalogna è un paese aperto, che vuole avere buone relazioni con tutti e in particolare con quei paesi dell'Unione europea e del Mediterraneo con cui abbiamo una lunga storia in comune".

La presentazione del libro è intervenuta a pochi giorni dal referendum sull'indipendenza della Catalogna, organizzato dal governo autonomo catalano per il primo di ottobre ma fortemente osteggiato dal governo centrale spagnolo, che sta cercando di impedirne lo svolgimento.

"Il messaggio più importante che vogliamo dare è che è una questione di democrazia: c'è una determinazione molto chiara di molte persone che pensano che, davanti alla situazione che viviamo in Catalogna il modo migliore di rispondere sia quello democratico, cioè votando, lasciando che tutti possano esprimere la loro opinione e rispettandone il risultato. Democrazia".

Madrid ha dichiarato incostituzionale il referendum e su questa base ha messo nel mirino dei tribunali e della polizia, minacciando processi e arresti, oltre 700 sindaci catalani e migliaia di cittadini che dovrebbero partecipare a vario titolo alle operazioni di voto.

"Le risposte che stiamo ricevendo dallo stato spagnolo non hanno nulla a che fare con ciò che ci si aspetterebbe da uno stato fermamente democratico: quindi è una reazione che ci preoccupa molto e davanti a questa reazione dello stato, che è tutto fuorché democratica, che è giudiziale, di polizia, perfino di 'guerra sporca' noi ciò che opponiamo è determinazione democratica. Pacifica, questo è molto importante, ma determinazione democratica, che ci deve portare a trovare una soluzione politica a quello che in definitiva è un problema politico".

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