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Accuse di eresia al Papa, e il Vaticano "blocca" il sito

Ma poi smentisce: "Si tratta di blocchi malaware e pubblicità"

Roma, (askanews) - Il Papa accusato di eresia apre un autunno di veleni, giochi di potere e perfino un Vatileaks tre nei Sacri Palazzi. L'accusa arriva da 68 conservatori - giornalisti, teologi, sacerdoti (il numero è in aumento) - che hanno sottoscritto un documento di critiche al Papa contenenti sette eresi contenuta nella Amoris Laetitia, l'esortazione apostolica di Bergoglio che paventa anche una apertura alla comunione ai divorziati risposati. Si tratta, da parte dei 68 firmatari, di una "correzione filiale", dicono. Tra i firmatari spiccano i nomi di Ettore Gotti Tedeschi, banchiere dell'Opus dei, presidente dello Ior dal 2009 al 2012, e quella del capo dei Lefebvriani, Bernard Fellay.

Il documento è stato pubblicato dal sito aperto appositamente Correctiofilialis.org.

In un primo momento sembrava che la Segreteria per la comunicazione della Santa Sede avesse bloccato l'accesso alla pagina web da cui si aderisce alla iniziativa che accusa il Papa di eresia. "L'accesso alla pagina web che state cercando di visitare - si legge sul sito - è stato bloccato in accordo alle politiche si sicurezza istituzionali".

Ma il Vaticano ha subito smentito. Su alcuni computer della sala stampa "come in quelli ogni azienda", ha spiegato il portavoce Greg Burke, vi sono "filtri" che scattano automaticamente per diversi contenuti online, dalla pornografia ai malware alla pubblicità.

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