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M5S, Luigi di Maio nuovo leader e candidato premier

Le idee e i programmi all'indomani della proclamazione

Milano (askanews) - Si sono spenti i riflettori di Italia a 5 stelle, l'annuale manifestazione a Rimini, che ha visto la proclamazione di Luigi Di Maio candidato premier e il leader del Movimento tra ovazioni e parecchi mal di pancia soprattutto da parte di Roberto Fico. Tra i due nonostante un incontro chiarificatore la distanza sembra allargarsi. "Luigi Di Maio è il "capo della forza politica" perché questo prevede la legge elettorale per ogni candidato premier ma non è lui a dirigere la "vita politica generale" di M5s, ha precisato Fico.

Di Maio ignora le critiche, guarda avanti, iniziando a porre le basi del suo mandato: "Le prossime tappe fondamentali - ha spiegato - saranno prima di tutto far conoscere il nostro programma elettorale sia in Italia che all'estero, rappresentare la nostra idea di paese e raccontarla. Il nostro è un programma elettorale che è stato sviluppato da esperti e votato da cittadini sulle nostre piattaforme e quindi nei prossimi mesi è andare a parlare a tutti per raccontare che Italia vogliamo creare".

Su Unione europea e euro Di Maio ha voluto chiarire la sua posizione. "L'Unione europea - ha sottolineato Di Maio - è un progetto da cambiare ma che non vogliamo lasciare, vogliamo restare nella Ue, ma vogliamo cambiare tanti trattati che danneggiano la nostra economia e le nostre imprese. Non significa che andiamo lì e vogliamo tutto, ma vogliamo discutere della possibilità di modificare alcune cose. Come estrema ratio, indiremo un referendum sull'Euro e chiederemo ai cittadini italiani in via consultiva cosa fare, in ogni caso anche volendolo fare subito avrebbe bisogno di un anno per l'istituzione perchè sarebbe un referendum consultivo da istituire con legge costituzionale".

In materia di immigrazione "mi pongo questo obiettivo: restare umani, come deve restare umana l'Unione europea" ha aggiunto Di Maio che però si dice preoccupato per quanto sta facendo il governo italiano che farebbe accordi con organizzazioni che non rispettano i diritti umani. "Anche su questo noi speriamo si possa avere un massimo chiarimento dal governo, ma in generale il modello è sbagliato, non si stanno facendo politiche a lungo termine sui flussi migratori".

Leader, capo o semplice "portavoce del programma", come vorrebbe l'ortodossia dei 5 stelle, Di Maio smorza i toni aspri delle origini e incontra anche gli imprenditori.

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