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Energia, il ruolo dello storage nella gestione delle reti

A Milano il convegno sul progetto pilota di Terna

Milano (askanews) - Il crescente aumento di impianti di generazione elettrica da fonti rinnovabili non programmabili, registrato negli ultimi anni in Italia, in particolare nel meridione e nelle due isole maggiori, Sicilia e Sardegna, sta determinando un impatto via via sempre crescente sui processi di gestione dei flussi di energia e sull'esercizio in sicurezza del sistema elettrico nazionale.

Per questo, Terna, tra i principali operatori europei di reti per la trasmissione di energia elettrica, al fine di favorire il massimo sfruttamento delle fonti rinnovabili e garantire un incremento dei margini di sicurezza, ha individuato nello storage con batterie ad accumulo elettrochimico la soluzione ideale al problema, grazie all'installazione di tecnologie innovative, opportunamente dislocate sul territorio nazionale.

Di questo progetto pilota e del ruolo dello storage si è parlato al Politecnico di Milano nel corso di un evento. Il presidente di Terna, Catia Bastioli.

"Lo storage - ha detto - è uno degli strumenti di flessibilità che permettono di sviluppare delle reti smart e certamente Terna, in questo settore, ha giocato un ruolo interessante e importante di apripista. Anche grazie alla spinta e al supporto del Ministero dello Sviluppo economico e dell'Autority, abbiamo iniziato alcuni anni fa a costruire questo laboratorio di storage che ha permesso a Terna di acquisire informazioni e dare best practice a tutti gli operatori della rete stessa".

Il progetto, attraverso due declinazioni, Storage lab e Large scale, ha lo scopo di migliorare la sicurezza della rete e ridurre le congestioni, sperimentando al tempo stesso ulteriori servizi per il gestore. Chiave di volta, le batterie ad accumulo elettrochimico, caratterizzate da un elevato rapporto tra energia accumulata e potenza installata. Luigi Michi, responsabile della divisione strategia e sviluppo di Terna.

"Le batterie in generale, a livello globale, stanno attraversando una fortissima evoluzione tecnologica - ha precisato Michi - progressivamente, hanno una decrescita dei costi che fa ben sperare per il futuro. L'esperienza che abbiamo accumulata contribuirà molto ad accrescere la conoscenza soprattutto del funzionamento di queste. Abbiamo fatto interessanti, utili e felici scoperte nella loro messa in opera e nel loro esercizio".

Al convegno milanese sul progetto pilota di Terna erano presenti, tra gli altri, anche Sara Romano, direttore generale per il mercato elettrico del MiSe, in collegamento audio/video da Roma e il presidente dell'Autority per l'energia elettrica, Guido Pier Paolo Bortoni.

"È un progetto pilota molto ambizioso - ha spiegato - ma che ci ha consentito di apprendere molto riguardo alle funzionalità che un sistema di accumulo, a prescindere dalla sua tecnologia, può dare al sistema e questa curva di apprendimento è molto importante perché si situa in un momento di discesa dei costi delle tecnologie per cui è il momento giusto di immaginare quali possano essere queste funzioni dal costo sempre minore che possono essere implementate sul sistema".

I risultati della sperimentazione consentiranno di stabilire potenzialità e margini di miglioramento dell'accumulo a batterie, anche in chiave di sostenibilità ambientale e riduzione dell'inquinamento.

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