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Delegato Catalogna in Italia: repressione indegna, voto legittimo

"Abbiamo chiesto 18 volte a Madrid di poter votare legalmente"

Roma, (askanews) - Una repressione di polizia vergognosa e indegna di uno stato europeo democratico, ma che non è riuscita a impedire un voto sostanzialmente legittimo perché espressione democratica della volontà di un popolo. Così il delegato in Italia della Generalitat (governo autonomo) della Catalogna, Luca Bellizzi, ha commentato oggi negli studi di Askanews le operazioni della polizia spagnola contro i votanti nel referendum tenutosi in Catalogna sull'indipendenza dalla Spagna, dichiarato illegale da Madrid.

"Quello che abbiamo visto ieri è stato vergognoso: non è degno di uno stato europeo che si definisce democratico. Mandare la guardia civil e la policia nacional a caricare contro cittadini che stavano manifestando liberamente e pacificamente il loro diritto a votare credo non si sposa con i valori in cui ci riconosciamo tutti come cittadini europei. L'articolo 2 del trattato Ue sancisce proprio che i valori che ci uniscono sono quelli di democrazia e libertà".

Il risultato della consultazione però, anche se ha dato una stragrande maggioranza di sì per l'indipendenza, è messo fortemente in dubbio in queste ore dalla situazione in cui si è svolto il referendum: considerate che questo referendum possa davvero essere valido per una dichiarazione di indipendenza?

"Il voto è stato legittimo perché rappresenta la volontà del popolo catalano. Non tutti i cittadini sfortunatamente hanno potuto esprimersi liberamente: 400 seggi sono stati chiusi o le urne sono state confiscate, stiamo parlando di quasi 80.000 voti"

"Nelle ultime settimane sono stati denunciati più di 700 sindaci che avevano dato la disponibilità a organizzare i referendum nei propri locali, senza aver commesso nessun reato, perché l'organizzazione di un referendum non costituisce reato secondo il codice penale spagnolo. Sono stati arrestati membri del governo catalano, ben 14, alcuni semplici tecnici informatici. Sono stati confiscati materiali e manifesti che avevano una sola parola: 'democrazia'".

"Come governo quindi posso dirle che non erano le modalità con le quali avremmo voluto organizzare questo referendum, abbiamo sempre chiesto la possibilità di svolgere un referendum negoziato con lo Stato spagnolo, sempre ci è stato detto di no, per ben 18 volte, da parte delle istituzioni spagnole. Quanto accaduto ieri non toglie il fatto che il referendum esprime la volontà del popolo catalano e quindi nel suo fondo è legittimo proprio perché esprime la volontà di un popolo che democraticamente vuole decidere il proprio futuro".

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