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American Express e Western Union: partnership per pagamenti PMI

Sinergia tra le due aziende per ampliare possibilità all'estero

Milano (askanews) - Una partnership tra due aziende leader nei pagamenti internazionali per favorire le piccole e medie imprese italiane nell'affrontare i mercati esteri. American Express Global Commercial Payments e Western Union Business Solutions offrono ora la possibilità di disporre pagamenti in valuta estera a tassi di cambio fissati in più di 130 valute a fornitori di 200 Paesi.

Carlo Liotti, vicepresidente e general manager per Italia e Spagna di Global Commercial Payments di American Express: "Nei nuovi mercati - ha detto ad askanews - noi ci muoviamo sia con attività proprie, American Express opera oggi in 170 diversi mercati con le proprie attività operative, che sono dirette, sia in questo caso attraverso partnership e quella con Western Union è una partnership che apre più o meno altri 200 nuovi mercati, nuovi corridoi valutari. Noi siamo un abilitatore del commercio internazionale in questo caso, come mezzo di pagamento abbiamo scelto la partnership con Western Union".

Tra i vantaggi dell'offerta che nasce con la partnership tra le due aziende anche la possibilità di dilazioni di pagamento fino a 58 giorni e un maggiore potere contrattuale verso i fornitori. Christian Traversini, direttore per il Sud Europa di Western Union Business Solutions: "Con American Express - ci ha spiegato - abbiamo siglato questa partnership che va a colmare un gap che abbiamo intravisto nell'offerta del sistema bancario tradizionale e abbiamo come obiettivo di dare al mondo delle piccole e medie imprese uno strumento flessibile di finanziamento, utilizzabile a consumo e utilizzabile all'interno di una piattaforma di pagamenti internazionali, che è quella di Western Union, che consente di raggiungere tutti i beneficiari in tutto il mondo".

Tra gli ospiti del convegno "Opening New Markets" tenutosi a Palazzo Bovara a Milano, nel quale è stata presentata l'intesa, anche la professoressa Anna Eugenia Omarini, docente di Economia degli interessi finanziari in Bocconi, che ha parlato del ruolo sempre maggiore della tecnofinanza. "Abbiamo visto che le fintech esistono perché c'è un mondo di tecnologie dietro, quindi è il digitale il vero motore del cambiamento. Loro introducono la tecnologia, in questo caso, nel mondo dei servizi finanziari e quindi in alcuni casi rappresentano l'ultimo miglio e rendono più fruibile un certo servizio, in altri casi aggiungono più parti al servizio, lo arricchiscono e aumentano l'esperienza del cliente. Ma soprattutto quello che sarà il futuro sono i business legati al modello della piattaforma".

Modelli che hanno già importantissime declinazioni, dai colossi americani fino a quelli cinesi, uniti dalla necessità di avere strumenti di pagamento sempre più sicuri ed efficaci. Come ha confermato ad askanews Mattia Mor, direttore esecutivo per l'Europa di MEI.COM, gruppo Alibaba. "Il digitale - ci ha detto - è il canale migliore per portare le aziende italiane ed europee a vendere sul mercato cinese, questa cosa continua a crescere e a offrire opportunità, ma senza una sicurezza e senza una garanzia di velocità dei pagamenti in questo senso non ci sarebbe commercio digitale. Di fatto per me è una commodity che mancava e che finalmente c'è".

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