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Istituto italiano cultura a Bucarest: obiettivo è costruire ponti

Peraro: tessuto industriale possibile grazie a cultura italiana

Bucarest, (askanews) - Le radici dell'Istituto italiano di cultura a Bucarest affondano all'inizio del Novecento. Una presenza che, a parte la fase del regime comunista, è stata sempre forte e centrale. La cultura, infatti, secondo il direttore dell'Istituto Ezio Peraro, è un pilastro della presenza italiana in Romania, insieme all'impegno nel sociale e la ormai nota rete imprenditoriale.

"Noi non possiamo non essere presenti quanto meno dal punto di vista culturale perché dobbiamo controbilanciare la forte presenza economica e dobbiamo dare dell'Italia un'immagine equilibrata. L'Italia non è solo produzione di beni di consumo, di scarpe, ma arriva ad avere una produzione industriale perché possiede una cultura".

Cultura che ha subito nei decenni ondate di interesse diverse in Romania, tra cui la richiesta di corsi di lingua, adesso scemata per la presenza di fonti alternative di apprendimento, come i viaggi, internet e i social media.

"Dopo l'89 c'è stat molta richiesta di lingua italiana per il semplice fatto che nello stesso periodo arrivano forti investimenti italiani in Romania. E quindi la richiesta dell'italiano è finalizzata al reperimento di un posto di lavoro. Questo fenomeno adesso non esiste più perché non ci sono grossi finanziamenti e anche perché nelle banche l'italiano per esempio non è la lingua veicolare, è l'inglese".

L'obiettivo dell'Istituto è di intercettare la domanda di cultura che c'è in Romania, con iniziative legate al cinema, al teatro e alla lingua stessa e infine far conoscere la Romania all'Italia e viceversa.

"Lo scopo è quello di costruire ponti culturali tra i due paesi cercando di favorire in Italia la conoscenza dei romeni, di cui siamo molto alto carenti".

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