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Argentero nella fiction Sirene: tra amore, integrazione e Napoli

Su Rai Uno dal 26 ottobre, con Ornella Muti e Valentina Bellè

Roma, (askanews) - La prima fiction fantasy, una serie che racconta le vicende dei "terrestri" attraverso la prospettiva delle sirene, tra mito e realtà, in uno scontro-confronto tra uomini e figure mitologiche. Lo sfondo di una Napoli inedita. "Sirene" è la nuova fiction di Rai Uno, in onda dal 26 ottobre, con Ornella Muti, Valentina Bellè, Maria Pia Calzone, Denise Tantucci, Rosy Franzese, Michele Morrone e Massimiliano Gallo.

Protagonista Luca Argentero, nei panni di Salvatore, un ragazzo affascinante e gentile, pieno di corteggiatrici ma che non ha mai incontrato il vero amore.

Racconta come è stato recitare nella prima fantasy fiction:

"E' stato estremamente interessante, è un esperimento, tutte le volte che si fa qualcosa che non siamo abituati a fare è molto interessante. E se ti chiedono di farlo con accento napoletano e sei torinese è ancora più interessante. Il grande valore aggiunto è stato passare 4 mesi della mia vita a Napoli, città che non conoscevo, ma che ho imparato a conoscere e che ha fatto parte di questa magia in maniera strabiliante".

La fiction è una variante sul tema dell'integrazione:

"Le sirene non appartengono a questa terra ed è argomento di tutti i giorni i problemi che due mondi che non si conoscono e si incontrano possono creare. Con un po' di ironia si cerca di ridere dei nostri peggiori difetti, scherzare su quello che non siamo bravi a fare, e quindi accettare gli altri, ma la cosa bella del mio personaggio è di imporsi con il dialogo, parlare, che può essere l'unica chiave di confronto".

Difficile per un torinese imparare il napoletano?

"Ci tengo a precisare amici napoletani che non parlo il dialetto napoletano... è una lieve inflessione. Spero di rendervi giustizia".

"Sirene" è una commedia sentimentale in cui la mare e la terra vengono coinvolti nella battaglia più antica del mondo, quella tra maschi e femmine. Valentina Bellè interpreta Yara; parla della scelta fortunata di girare la fiction a Napoli.

"Vorrei morire e rinascere napoletana, mi sembra che Napoli sia stata inventata dal cinema per farci i film. Stanno tutti là. È una città straordinaria, non mi stupisce che sia culla di tutti questi progetti meravigliosi".

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