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Fri, una fondazione al servizio delle imprese italiane della moda

Inaugurata a Bologna nella sede storica di La Perla

Bologna (askanews) - Un'azienda della moda "non può trascurare la propria storia", non può dimenticare nei suoi magazzini i disegni e i tessuti progettati da stilisti e designer, perché "se li trascura è come se procedesse senza un braccio" e "gli stilisti non potrebbero avere quello sguardo visionario che tiene insieme passato, presente e futuro".

È racchiuso in questo pensiero di Alberto Masotti, ex patron di La Perla, il progetto della fondazione "Fri", inaugurata a Bologna, in via del Fonditore 12, dove aveva sede la storica azienda dell'intimo. Si chiama Fashion Research Italy, e si pronuncia "un avveniristico polo didattico, archivistico e di ricerca del settore moda".

La fondazione "Fri" è prima di tutto un polo archivistico che custodisce archivi fisici e digitalizzati di settore come la raccolta di disegni e tessuti "Renzo Brandone", tra le più consistenti in ambito nazionale, con 30mila disegni di textile design su carta e tessuto e 5mila volumi di settore, raccolti in oltre 30 anni di attività di ricerca e sviluppo di trend e pattern di stampa.

Nella fondazione bolognese è ospitato, oltre al polo didattico, anche un "Punto Innovazione", un "catalizzatore" in grado di facilitare l'incontro fra domanda e offerta di strumenti, soluzioni e professionalità di eccellenza per traghettare le realtà del territorio e non solo nell'Industria 4.0, e di fornire un concreto contributo d'innovazione al loro business. Quasi un'ossessione per Masotti, che ha presentato la sua nuova creatura davanti a una platea di amministratori locali, docenti universitari e imprenditori emiliano-romagnoli. "Ho girato tanto sul territorio - ha detto l'ex patron di La Perla - ho trovato molte aziende 'big', con un proprio brand, che continuano a crescere nel mercato interno ma anche quello internazionale".

"Ho visto però anche molte pmi in sofferenza: dobbiamo essere molto previdenti - ha concluso - se non vogliamo che queste realtà che hanno rappresentato tanto per il made in Italy a livello internazionale lentamente perdano la loro competitività e spariscano".

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