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Spagna, la Catalogna alla prova del commissariamento

Cosa farà Puigdemont? Voci su asilo politico in Belgio

Barcellona (askanews) - Dopo la grande manifestazione a Barcellona per l'unità del Paese, la Spagna entra oggi in un territorio sconosciuto, e potenzialmente pericoloso. Madrid è decisa a procedere al concreto commissariamento della Catalogna, dove il parlamento venerdì scorso ha dichiarato l'indipendenza unilaterale e dove domenica il milione di manifestanti 'unionisti' hanno portato in piazza la divisione in seno alla stessa società catalana sul progetto di Repubblica.

Le incognite sono tante e non è affatto chiaro come si comporteranno i leader indipendentisti. Il presidente della regione Carles Puigdemont in primis, esautorato dal governo centrale, ma deciso a portare avanti una non meglio specificata, per ora, "opposizione democratica". Andrà al lavoro, lunedì 30 ottobre, a Barcellona, o eviterà lo scontro diretto, visto che la sua carica in base alla costituzione spagnola è ora ricoperta dalla vicepremier spagnola Soraya Saenz de Santamaria? Secondo alcuni fonti potrebbe chiedere asilo politico, all'estero, forse in Belgio.

Se la dichiarazione di indipendenza venerdì è stata accolta da boati festanti di circa 15mila persone fuori dal parlamento a Barcellona, domenica nella capitale catalana il fronte contrario alla separazione da Madrid ha rilanciato con una massiccia manifestazione: 1 milione di persone, secondo gli organizzatori, 300mila secondo la polizia. Al grido di "Viva la Spagna" e "siamo tutti la Catalogna", armati di bandiere europee, hanno sfidato apertamente il fronte indipendentista.

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