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REGIONALI IN SICILIA

Berlusconi-Salvini-Meloni, a Catania nasce il patto dell'arancino

I leader insieme per sostenere Musumeci e riunire il centrodestra

Nonostante in molti cominciassero a non crederci più, alla fine Berlusconi, Salvini e Meloni si sono ritrovati alla stessa tavola a Catania per tenere a battesimo quello che è già diventato famoso come "il patto dell'arancino". Obiettivo, a due giorni dal voto per le regionali siciliane, riunire e appianare le frizioni interne del centrodestra per iniziare un percorso condiviso in vista politiche del 2018. I tre leader, impegnati a sostenere il candidato presidente Nello Musumeci, si sono dati appuntamento alla trattoria dal nome simbolico "Del cavaliere" e davanti ad arancini e una cernia all'acquapazza, hanno parlato dello stato della coalizione. "Il patto esisteva già non c'è nulla di nuovo - ha detto Berlusconi - abbiamo continuato in quel percorso che ci deve portare a vincere le elezioni e alla guida del Paese".

La cena andata avanti per un paio d'ore e si è conclusa con un lungo colloquio fra i tre leader nella veranda del ristorante. "Abbiamo parlato di cose da fare e degli obiettivi che vogliamo darci - ha detto Giorgia Meloni ovvero poter dare all'Italia un governo che faccia i suoi interessi dopo anni di governi che hanno fatto i propri interessi e non quelli degli italiani. Abbiamo gettato le basi e l'inizio di un percorso positivo. La vittoria di Nello Musumeci è un'occasione per la Sicilia di ripartire e un'occasione per noi per capire cosa gli italiani si aspettano dal centrodestra".

Prima della cena, i tre leader sono stati impegnati in piazze diverse: le Ciminiere per Berlusconi, piazza del Teatro Massimo per Salvini, protesta contro lo ius soli per la Meloni. Il leader della Lega prima di raggiungere gli altri due commensali ha cenato in un altro ristorante insieme ad alcuni suoi militanti, circostanza che per un po' ha fatto temere che l'incontro potesse saltare. Con loro c'erano anche il centrista Lorenzo Cesa, e Vittorio Sgarbi indicato come possibile assessore in un eventuale governo Musumeci.

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