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Noel Gallagher canta gioia e speranza: "Sono un rivoluzionario"

A Milano presenta "Who built the moon?" con High Flying Birds

Milano (askanews) - Un "rivoluzionario" della musica perchè canta la speranza e la gioia nel difficile mondo di oggi: così si definisce Noel Gallagher, l'ex Oasis che a Milano ha presentato il nuovo disco "Who built the moon?" inciso con gli High Flying Birds, in uscita il 24 novembre e anticipato dal singolo "Holy Mountain". Il disco segna l'inizio della collaborazione con il produttore e compositore David Holmes.

"La sua è l'influenza più forte sul disco, la sua idea era non farmi scrivere niente da solo e portarmi in una direzione precisa, se suonavo qualcosa che anche lontanamente ricordava le altre band o gli Oasis mi fermava - ha detto - è stato frustrante per il primo anno e mi ha confuso, ma quando ho capito mi sono divertito. Sono stato fortunato ad incontrarlo al momento giusto, ha visto in me qualcosa che neanche io sapevo di avere".

Un disco "cosmic pop" a detta dell'artista, che lo ha definito "il più rock and roll tra i miei album", e riunisce voci e musicisti ospiti da tutto il mondo, come Paul Weller e Johnny Marr. Libertà e gioia è quello che Noel Gallagher vuole esprimere con le sue canzoni:

"Penso che scrivere canzoni piene di gioia e di speranza oggi sia rivoluzionario - ha detto - la guitar music è diventata troppo urlata come fanno Dave Grohl, Green Day o Queens of the Stone Age, ma cosa urlano a fare?".

"Oggi si cantano le notizie ma chi vuole la musica che parli di attualità? Sono cose noiose. La politica è noiosa, Donald Trump è noioso, quel ragazzo nordcoreano è noioso, penso invece che sia rivoluzionario scrivere di gioia e speranza, sono un rivoluzionario".

Arrivato al traguardo dei 50 anni Noel Gallagher si sente più a suo agio che mai come artista, come "su una chaise longue di velluto", nessun problema con l'età anzi:

"Alcuni credono che arrivati ad una certa età si vada avanti a fare quello che si è sempre fatto ed invecchiare con grazia, secondo me non si deve prendere il passato, buttarlo e ricominciare da capo ma con David Holmes ho scoperto uno spirito di avventura che non sapevo di avere. La vita è troppo breve per ripetersi, io penso che ogni disco e tour sia sempre l'ultimo, ma se questo lo sarà sono molto orgoglioso".

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