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Zimbabwe, scende in campo l'esercito: Mugabe ai domiciliari

I militari assicurano: situazione ritornerà presto alla normalità

Harare, (askanews) - Il più vecchio capo di Stato in carica al mondo, il "coccodrillo", Gucci Grace e l'esercito. Sono questi i protagonisti della crisi che ha investito lo Zimbabwe, Stato dell'Africa orientale, già colonia britannica con il nome di Rhodesia.

L'esercito è sceso in campo e ha posto il presidente Robert Mugabe, 93 anni, agli arresti domiciliari. Ma l'Unione nazionale africana dello Zimbabwe - Fronte Patriottico, il partito di governo, ha voluto precisare che non c'è stato alcun golpe, ma solo una transizione pacifica e incruenta da cui sta per iniziare una nuova era per il paese. In Zimbabwe, Mugabe governava fin dal 1980, epoca della definitiva indipendenza da Londra. Noto anche per la politica di violenta repressione dell'omosessualità, il presidente è stato protagonista lungo gli anni della cacciata dal paese di molti latifondisti britannici. Una decisione che però ha anche rovinato l'agricoltura dello Zimbabwe.

Il 6 novembre scorso Mugabe, che aveva annunciato di volersi presentare anche alle presidenziali del 2018, evidentemente sicuro di tagliare il traguardo dei 100 anni, aveva rimosso Emmerson Mnangagwa dalla carica di vicepresidente e lo aveva espulso dal partito, ritenendolo un rivale troppo pericoloso.

Mnangagwa, 75 anni, amabilmente soprannominato il "coccodrillo" per il suo carattere spietato, era l'ex responsabile dei servizi d'intelligence del paese e aveva giocato un ruolo decisivo nelle violenze che avevano messo a ferro e fuoco lo Zimbabwe durante le elezioni presidenziali del 2008, vinte da Mugabe dopo l'opportuno ritiro del candidato rivale.

Considerato il delfino dell'immortale presidente, Mnangagwa ha trovato sulla sua strada Grace Mugabe, 52 anni, consorte del presidente e a capo del settore femminile del partito al governo. Come in una telenovela sudamericana, viene dipinta come bella e spietata, dividendo due soprannomi molto indicativi, "Gucci Grace", per la sua griffe preferita, e "Disgrazia", affibbiatole da quanti, e non sono pochi, non la amano.

In ottobre, Mnangagwa, sfuggito anche a un tentativo di avvelenamento come nelle trame delle corti dei Borgia, aveva perso il ministero della Giustizia pur conservando la vice presidenza mentre sorgeva sempre più rapidamente l'astro di Grace, indicata come l'erede naturale di Mugabe.

In questo intrico di complotti, alla fine, è intervenuto l'esercito. Senza altro scopo se non quello di prendere di mira i criminali che circondano il presidente, ha dichiarato il generale Sibusiso Moyo. Una volta completata la nostra missione, la situazione ritornerà alla normalità, hanno assicurato i militari.

L'unica certezza, per ora, è che il lungo regno di Mugabe sembra ormai giunto alla fine.

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