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Giornata nazionale del Parkinson, Yuri Chechi è testimonial

Al via studio italiano, valuterà i fattori di rischio

Roma, (askanews) - Parkinson malattia sempre più diffusa. Sono 300mila oggi i malati in Italia, ma nei prossimi anni il numero è destinato a raddoppiare al ritmo di 6mila nuove diagnosi l'anno. In occasione della Giornata Nazionale che si celebra il 25 novembre, parte il primo studio italiano multicentrico per la valutazione dei fattori di rischio della malattia.

L'annuncio è stato dato da Alfredo Berardelli del Dipartimento Neurologia e Psichiatria de La Sapienza all'Umberto I di Roma e presidente dell'associazione Limpe.

"Verrà poi presentato un progetto di studio che riguarda l'identificazione di tutti i possibili fattori di rischio ed eventualmente anche fattori ambientali che concorrono a determinare la comparsa della malattia di Parkinson", ha spiegato.

"Valuterà un numero molto elevato di pazienti, si parla di 1000-2000 pazienti, che verranno studiati in vari centri italiani", ha sottolineato.

Insieme, partirà un concorso di idee e progetti dedicato alle associazioni che si occupano dei malati. Spiega Pietro Cortelli, presidente dell'Accademia Limpe-Dismov:

"E' un concorso che l'Accademia ha bandito affinchè possano partecipare tutte le associazioni di volontari e dei pazienti che hanno nel loro statuto l'obiettivo di migliorare la qualità di vita dei malati. Queste associazioni possono presentare un piano che preveda un intervervento sportivo, o di danza o di teatro, o altro, che però abbia un impatto sui nostri pazienti, e noi siamo pronti a cofinanziare questi progetti, almeno sei, che poi verranno premiati all'inaugurazione del Congresso che si terrà a Roma".

E volontariato al fianco dei malati di Parkinson vuol dire Yuri Chechi, il campione che è anche testimonial della Giornata Nazionale:

"Mi sono avvicinato per conoscere meglio le problematiche e le possibilità di far vivere e convivere meglio i malati con il problema del Parkinson, ed è stato un progetto straordinario, perchè ho visto quanto l'attività motoria, fatta in un certo modo e adatta a chi ha questo tipo di malattia, può essere uno strumento utile per vivere una vita migliore".

Il messaggio è: "Non aver paura di chiedere aiuto. Perchè si può vivere bene anche con una malattia come questa".

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