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Sicurezza 2017, così tecnologia aiuta antiterrorismo e privacy

Tra i focus della seconda giornata della manifestazione

Milano (askanews) - È sentito come emergenza dal 43% degli italiani, secondo solo al timore di furti e rapine: il terrorismo è al centro delle preoccupazioni secondo i dati della ricerca Italy@Risk di Ipsos Italia commissionata da Sicurezza 2017. L'allarme terrorismo e le strategie per affrontarlo sono tra i focus del secondo giorno della manifestazione organizzata da Fiera Milano, dove gli espositori presentano i sistemi di sicurezza più avanzati del momento: come J355 M50, il dissuasore ad alta sicurezza di Faac. Massimo Mola è il direttore commerciale Italia.

"Un decreto ministeriale scritto dal prefetto Gabrielli e dal ministro Minniti chiede ai comuni e alle province di prevedere delle soluzioni a protezione delle nostre città. Noi crediamo che i dissuasori di traffico di varie dimensioni e scala siano la soluzione migliore tenendo conto di urbanistica, architettura delle nostre città".

Il pilone mobile si alza ed abbassa comandato a distanza, ha un sistema di riconoscimento che si collega alla frequenza dei veicoli di soccorso o ad un numero di telefono. È già attivo all'aeroporto di Capodichino e nelle basi Nato di Aviano e Sigonella, lo hanno chiesto Opera house di Sydney e città di Salisburgo. L'emergenza terrorismo negli ultimi anni è cresciuta con l'arrivo di Isis, e l'uso della comunicazione e della tecnologia mette davanti chi lo fronteggia a nuove sfide. Marco Lombardi, direttore del Centro di ricerca ITSTIME (Italian Team for Security, Terroristic Issues & Managing Emergencies) dell'Università Cattolica di Milano.

"Nel mondo del conflitto ibrido la comunicazione è un asset strategico estremamente rilevante, l'obiettivo è fare paura, che passa attraverso la minaccia non necessariamente attraverso l'evento che è oggetto della minaccia".

Le tecnologie sono fondamentali ma possono non bastare. "In questa fiera siamo pieni di droni e di telecamere, di occhi che osservano ma se non c'è un'intelligenza in grado di sapere cosa osservare tutte queste tecnologie non servono a nulla".

Parlando di Intelligenza artificiale ed Internet delle cose un tema delicato è quello della privacy, che va tutelata in forma rafforzata e con normative in grado di adattarsi ai continui cambiamenti. In questa logica opera il nuovo regolamento dell'Unione europea sulla protezione dei dati personali: Francesco Pizzetti, giurista ed ex Garante della privacy, spiega cosa cambierà per i cittadini. "Può attendersi che le imprese per vari motivi, dalla paura del risarcimento del danno alla consapevolezza dei doveri che il regolamento pone, facciano attenzione e adottino le misure che riducano i rischi che questi trattamenti di dati configurano nel mondo digitale, che sono molto molto alti".

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