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La Luiss celebra gli studenti-atleti con la Festa dello Sport

L'ateneo premia la fatica degli allievi sui libri e nelle gare

Roma, (askanews) - Studenti-atleti protagonisti alla Luiss. La fatica sui libri e

quella sui campi di gara, responsabilità spesso difficili da coniugare, hanno ottenuto un grande riconoscimento alla Festa dello Sport dell'università romana, dove professori e ragazzi hanno celebrato gli allievi impegnati a livello agonistico.

Luigi Abete, in veste di presidente dell'Associazione sportiva Luiss, ha illustrato i numeri e i lusinghieri risultati conseguiti dalla Polisportiva nelle diverse discipline. Nel calcio, nel canottaggio e soprattutto nel basket: attualmente la squadra Luiss è al vertice della classifica del campionato di

serie B.

"Quindi - ha sottolineato - speriamo che la festa non distragga ma che corrobori per fare un ottimo risultato".

Per la prima volta hanno partecipato anche i "top player" della Luiss Sport Academy, atleti olimpici che hanno iniziato un percorso universitario grazie a permessi speciali e che hanno raccontato la loro esperienza di "doppia carriera" nello studio e nello sport.

Giovanni Lo Storto, direttore generale della Luiss, ha spiegato come i progetti di dual career messi a punto sul modello delle università americane siano la naturale evoluzione dell'attenzione che la Luiss ha sempre dato allo sport come elemento centrale del percorso formativo, ed ha annoverato con

orgoglio il nuotatore Gregorio Paltrinieri e gli schermidori Giorgio Avola e Chiara Mormile tra gli studenti dell'ateneo, lodandone anche il rendimento universitario.

"Chiara Mormile - ha detto - è proprio l'esempio plastico di un atleta che

compete a livello internazionale ma che nel frattempo ha un rendimento universitario che non ha nulla da invidiare a quello degli altri studenti".

Un connubio da rafforzare, quello tra università e sport, su cui giustamente insiste il dicastero presieduto da Luca Lotti, è emerso nel corso dell'evento. Un'azione utile e necessaria anche secondo Abete.

"E' fondamentale - ha detto Abete - cercare di avvicinare i giovani allo sport, non solo sul piano delle emozioni, del tifo, ma anche della pratica sportiva. Questo sia perché aiuta il fisico, quindi la qualità della vita, sia perchè chi fa sport normalmente ha un maggior rispetto della competizione, riconosce nel competitor un avversario e non un nemico e quindi introduce elementi di

'comunità' di cui abbiamo bisogno in una società così dispersa".

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