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Il Papa in Myanmar con il nodo diplomatico dei Rohingya

Bergoglio parte il 26 novembre, poi in Bangladesh

Roma, (askanews) - Tutto pronto in Myanmar per l'arrivo di Papa Francesco nel Paese domenica 26 novembre. Fervono i preparativi nelle piccole comunità cattoliche locali. A Yangon Bergoglio incontrerà il generale dell'esercito del Myanmar, paese a maggioranza buddista, e i rappresentanti delle altre religioni presenti nel paese. A "suggerire" al Papa questi due appuntamenti in un paese dove la Consigliere di Stato (presidente de facto) Aung San Suu Kyi condivide ancora il potere con i militari, è stato il cardinale del Myanmar Charles Bo. Sempre il porporato ha pubblicamente e privatamente chiesto al Papa di non menzionare per nome i Rohingya, minoranza di religione musulmana perseguitata da decenni in Myanmar e male accettata anche nel vicino Bangladesh.

E proprio nel Bangladesh, paese a maggioranza musulmana, il Papa, venerdì primo dicembre, incontrerà un "piccolo gruppo" di Rohyngia nel quadro di un incontro interreligioso.

"Siamo molto eccitati e aspettiamo con gioia di incontrare il Papa. Lo abbiamo visto solamente in televisione", dice questa donna birmana.

"La grande maggioranza della gente, in Myanmar - spiega Richard Horsey, analista politico - non crede alle dichiarazioni internazionali sugli abusi contro i Rohingya e al numero di rifugiati che vediamo in Bangladesh. Non è accettato come fatto qui in Myanmar e credo che se il Papa venisse e intervenisse su questi temi, infiammerebbe le tensioni e i sentimenti pubblici".

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