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Il mondo nel 2030, gestire la complessità secondo Roland Berger

La società di consulenza strategica festeggia 50 anni

Milano (askanews) - Interpretare le evoluzioni in un mondo sempre più volatile, incerto, complesso e ambiguo: è la sfida di Roland Berger, società di consulenza strategica fondata nel 1967 in Germania, che festeggia i 50 anni. Il motto è navigating complexity, navigare la complessità, e con questo obiettivo la società ha individuato i principali mega trend al 2030 che condizioneranno la vita di tutti. Andrea Marinoni è partner di Roland Berger, gruppo con 50 uffici in 34 Paesi, più di 2.400 consulenti, 220 partner e oltre 1.000 clienti internazionali. "Mettiamo a disposizione dei nostri clienti, aziende grandi e medie, istituzioni e governi, degli strumenti per capire come navigare in questa complessità, abbiamo certi scenari di riferimento ma soprattutto gli aiutiamo a risolvere i problemi di tutti i giorni".

Il primo trend individuato riguarda le "dinamiche demografiche": entro il 2030 arriveremo a 8,6 miliardi di persone sulla Terra ma i flussi migratori rallenteranno, con la frenata maggiore in Europa. In Italia gli arrivi non bilanceranno la riduzione della popolazione a causa del calo delle nascite, e nel 2030 sarà il Paese più vecchio al mondo dopo il Giappone. Paolo Massardi è partner di Roland Berger. "Una popolazione più vecchia necessita di cure e servizi diversi e una forza lavoro che sappia soddisfare questi bisogni e si inizia già a vedere uno scompenso tra domanda e offerta di alcune competenze a cui dovremo porre mano per essere ancora competitivi. Abbiamo definito un cluster di ingegneri, medici, tecnici, laureati in scienze naturali e già ad oggi c'è una carenza molto forte sul mercato italiano".

La carenza di competenze tecniche rientra in uno dei trend analizzati, la "società della conoscenza" analizzata attraverso le tematiche del know how, la corsa ai talenti e il gender gap. Gli altri sono "scarsità delle risorse" e "dinamiche tecnologiche e innovazione". "Questi trend apriranno una serie di strade molto importanti per le aziende italiane che hanno nel Dna la capacità di esportare e a questi mercati in evoluzione si dovranno rivolgere".

Secondo la società di consulenza tedesca, in Italia ci sono 40-80 aziende "Pivot" che diventeranno il punto di riferimento nei rispettivi settori, in tutto sono circa 220 le aziende medio-grandi nel settore manifatturiero che costituiscono il driver della futura competitività del Paese.

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