cerca

Trentino, culla delle "best pratices" delle politiche familiari

Al via il Festival della Famiglia

Trento (askanews) - Investire in favore delle famiglie non significa solo prevedere aiuti economici, ma anche mettere in campo strumenti per rafforzare le relazioni tra le persone e il benessere sociale nel territorio. E' il messaggio che arriva da Trento dove ha preso il via la sesta edizione del Festival della Famiglia, organizzato dalla Provincia Autonoma di Trento in collaborazione con il dipartimento Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Una settimana di convegni, seminari, tavole rotonde e incontri, che serviranno a sottolineare l'importanza delle reti territoriali per dare un sostegno dei nuclei familiari. A partire dall'esperienza virtuosa dei "distretti per la famiglia" trentini. "Oggi in Trentino abbiamo 19 distretti per le famiglie a cui aderiscono volontariamente 800 organizzazioni di varia natura, sia enti pubblici sia private profit e non profit - dice Luciano Malfer, dirigente dell'Agenzia per la Famiglia della Provincia Autonoma di Trento - In queste partnership il tema affrontato è: riuscire a fare la manutenzione della rete; e fare emergere il valore aggiunto che un reticolo sociale dà alle famiglie e anche alle imprese per poter sviluppare anche opportunità e servizi".

L'esigenza di aumentare la quantità e la qualità delle relazioni di un territorio si trasforma così anche in un appello alle istituzioni nazionali per colmare finalmente -in tema di politiche per la famiglia- il divario che separa l'Italia dal resto d'Europa. "Purtroppo in Europa non ci posizioniamo benissmo - ammette Ermenegilda Siniscalchi, Capo Dipartimento Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio - Da un certo punto di vista siamo anche in una posizione piuttosto avanzata. Ad esempio faccio riferimento ai congedi parentali o sul tema della conciliazione. Su temi più concreti e di attenzione in generale delle politiche familiare però, sicuramente c'è un lungo percorso ancora da fare".

Esperti e osservatori presenti a Trento sottolineano in questo senso l'importanza di coinvolgere la società civile: non solo famiglie ma anche imprese, scuole e servizi sociali secondo il modello della sussidiarietà. "Sussidiarietà vuol dire creare le condizioni affinché ogni famiglia sia la più capace possibile di autonomia e anche di scambio con le altre famiglie - puntualizza Pierpaolo Donati sociologo dell'Università di Bologna - Cioè costruire reti di scambi che vanno dalla compagnia, o darsi aiuti e consigli, piccole assistenza nelle cose necessarie delal vita quotidiana".

"Il mio auspicio verso il mondo della politica - conclude monsignor Lauro Tisi, arcivescovo di Trento - e che si metta in riferimento alla famiglia non come problema, ma come risorsa. Chi ha tenuto in piedi in questi anni la nazione è stata ancora la famiglia che è stato il vero welfare che ha attutito disagi a cui il pubblico non era in grado di rispondere".

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

Opinioni