cerca

"Cuore di Napoli", un atto d'amore di Cedrangolo per la sua città

L'autore, di origini partenopee, da anni vive a Milano

Roma (Askanews) - "Cuore di Napoli - miti e sogni, ricordi e passioni" non è solo un libro, è un vero atto d'amore del suo autore, Ugo Cedrangolo, per il capoluogo campano, dove è nato e ha studiato, ma poi per lavoro, come ingegnere meccanico e consulente di grandi aziende, è stato costretto a lasciare, trasferendosi a Milano.

Il libro è stato presentato a Roma nella sede dell'associazione Civita alla presenza del presidente Luigi Abete, del direttore del Messaggero Virman Cusenza, e del regista teatrale Riccardo Canessa.

Il volume si apre con il capitolo dedicato alle origini della città e al mito di Partenope. L'autore, Ugo Cedrangolo: "Una delle idee del libro era quella di raccontare gli avvenimenti che a mio giudizio sono importanti nell'evoluzione del progetto della città e naturalmente un momento fondante e al limite più significativo. La fondazione di Napoli è persa nei secoli e non ci sono notizie certe e quindi solo per quella parte invece di affidarmi a un episodio storico mi sono affidato a un mito che è quello della sirena, di Partenope che è stato raccontato in dettaglio come se fosse storia.

"Cuore di Napoli" è anche un racconto intimo della storia della famiglia Cedrangolo, vissuta in vico Montesanto 21, una sorta di libro delle memorie da tramandare a figli e nipoti.

"Questo libro è chiaramente dedicato a figli e nipoti. Io sono napoletano e vivo a Milano da tantissimi anni e il desiderio di scrivere il libro è nato dall'idea di lasciare alle figlie e ai nipoti una traccia importante delle memorie della famiglia. Raccontando storie di casa mi sono reso conto che delle persone che non avevano mai vissuto a Napoli non avrebbero capito bene le relazioni sociali, il dialogo tra le persone e quindi ho deciso di inserire anche gli episodi di carattere storico. Il libro è un'alternanza di un evento di storia, con personaggi, e un evento di casa, quindi persone. Nel rimbalzo tra le due cose, tra il discorso alto e il discorso del quotidiano è costruita la tessitura del libro".

Così, i capitoli dedicati alla vita della famiglia Cedrangolo sono alternati alle storie dei personaggi che hanno lasciato un segno a Napoli, da Federico II a Masaniello, da Eleonora Pimental de Fonseca al grande Totò, in un rincorrersi di toni alti e bassi.

"Sono tutti personaggi che hanno lasciato un'impronta forte, ognuno con le sue caratteristiche. Quello che è veramente esemplare è l'alternanza alto-basso. Federico II era oltre che un imperatore, era un grande intellettuale. Masaniello, un pescatore che non ha mai messo scarpe in vita sua, completamente analfabeta e diventa il re della città sia pure per un periodo breve. Totò è un altro personaggio che in sé racchiude questo concetto dell'alto e del basso, del popolano e dell'intellettuale, perché Totò che era nato in una condizione addiriturra di figlio di NN, perché non riconosciuto dal padre, dopo una lunga battaglia diventa principe ereditario sul trono di Bisanzio. E lui racchiude in qualche modo, nella sua stessa persona, questo elemento di continuo rimbalzo tra alto e basso che secondo me è una delle caratteristiche fondanti della città.

E sul genere di sottofondo musicale da ascoltare leggendo questo libro Cedrangolo non ha tentennamenti. "Se dovessi seguire l'impostazione del libro sceglierei musica alta, e nel 700 napoletano c'è ampia disponibilità di scelta, e musica popolare, alternando un brano e l'altro perché la caratteristica più specifica di Napoli è la capacità di tenere i toni alti, i grandi livelli di cultura, i grandi livelli d'arte mescolati con la cultura popolare e questo continuo dialogo tra le due anime e culture credo che sia un valore specifico di questa città".

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500