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La confessione di Flynn sul Russiagate fa tremare Trump

L'ex adviser ha ammesso ai giudioci di aver mentito all'Fbi

New York, 1 dic. (askanews) - Nemmeno il tempo di festeggiare il via libera del Senato alla sua riforma fiscale, la prima grande vittoria di Donald Trump da presidente degli Stati Uniti, che il tycoon new-yorchese trema per la confessione di Michael Flynn sul Russiagate.

L'ex consigliere per la sicurezza nazionale ha ammesso di aver mentito all'Fbi: lo ha detto lui stesso al giudice, facendo compiere un passo in avanti dell'indagine sul Russiagate, un passo che porta il procuratore speciale Robert Mueller e il suo team sempre più vicini alla cerchia di collaboratori più stretti del presidente degli Stati Uniti.

Flynn ha detto ai giudici federali di aver mentito all'Fbi sul suo incontro con l'ex ambasciatore russo negli Stati Uniti, Sergey Kislyak. Flynn ha detto di voler collaborare con le autorità per il bene del Paese. L'ex generale ha riferito di essere stato spinto ad incontrare Kislyak da un membro "di alto livello" del team di transizione di Trump.

Secondo Nbc News, sarebbe Jared Kushner, il genero di Trump, la persona che secondo le testimonianze di Michael Flynn gli avrebbe chiesto di incontrare i funzionari del governo russo.

Una nuova bufera sembra quindi all'orizzonte per il presidente e il suo clan, ma la Casa Bianca ostenta, almeno ufficialmente, tranquillità: in una nota si spiega che le dichiarazioni di Flynn non implicano altri colpevoli se non lui. Ma i media americani e alcuni analisti sostengono il contrario. Infatti l'indagine dovrà svelare se Flynn è stato davvero guidato e da chi.

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