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L'odissea dei migranti al confine Italia-Francia: sempre respinti

#StandAsOne, la campagna di Oxfam per le persone in fuga

Ventimiglia (askanews) - Sheref, il ragazzo di spalle, è solo un adolescente; ha 16 anni ed è fuggito dalla guerra e dalla carestia del suo Paese, il Ciad, che vive una delle più gravi crisi umanitarie del mondo. Si prepara a passare di nuovo la notte in un accampamento di fortuna vicino a Ventimiglia, dopo essere stato bloccato e respinto per l'ennesima volta dalla polizia francese al confine tra Italia e Francia.

La sua è solo una delle tante storie raccolte dai volontari di Oxfam nella città ligure dove centinaia di migranti, per lo più fuggiti da Paesi in guerra come Sudan, Iraq, Afghanistan ed Eritrea, vivono sotto un cavalcavia, lungo il fiume Roia. Spesso si sono visti negare il diritto di asilo in Italia e il loro obiettivo è tentare di ottenerlo in Francia, attraversando il confine attraverso il cosiddetto "Passo della morte" dove però, trovano lo sbarramento della polizia francese che li rispedisce indietro.

Chiara Romagno, Project manager dell'associazione umanitaria Oxfam.

"Questo accade anche ai minori stranieri non accompagnati - ha spiegato - che pure avrebbero il diritto di fare domanda di asilo in un altro Paese europeo".

Nel "limbo" dell'accampamento lungo il fiume Roia in media ci sono tra i 200 e i 300 migranti dei circa 700 in transito nella zona; gli altri vivono nel centro della Croce Rossa.

Uno su 3 è un minore non accompagnato; una vera e propria emergenza umanitaria sulla quale Oxfam e Diaconia Valdese hanno puntato i riflettori con la campagna #StandAsOne, per chiedere al governo italiano di garantire sicurezza e diritti di chi fugge da guerra e povertà.

"Queste persone - ha continuato Chiara Romagno - vivono in un contesto di assenza di servizi, senza acqua potabile, senza servizi igienici e per questo abbiamo sviluppato il progetto 'Open Europe' per rispondere anche alle esigenze di base a queste persone con la distribuzione di un kit contenente prodotti igienici, un cappello, una coperta per il freddo, scarpe e una torcia per vederci di notte".

I volontari di Open Europe, inoltre, forniscono ai migranti anche l'assistenza legale per la richiesta di protezione internazionale, spiegando diritti e doveri connessi con il loro status nonché i rischi dell attraversamento illegale della frontiera italo-francese.

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