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Alvise Giustiniani: Balcani crocevia anche di traffici illeciti

Philip Morris fa molto ma serve impegno istituzioni

Roma (askanews) - I Balcani sono un crocevia strategico per l'Europa, non solo da un punto di vista geopolitico, per il mantenimento della pace e della stabilità, ma anche sotto l'aspetto della sicurezza. Rischi di terrorismo, di infiltrazioni di criminalità organizzata, contraffazione e contrabbando. I temi sono stati al centro del convegno sui Balcani organizzato dal Nato Defense College Foundation, e ne abbiamo parlato con Alvise Giustiniani, Vice presidente Philip Morris Illicit Trade Strategies and Prevention.

"I Balcani sono ai confini se non dentro l'Europa e quindi la situazione politica dei Balcani è fondamentale, anche per l'Italia. È una regione che ha sofferto molto negli ultimi 20 anni, ed è importante anche da un punto di vista di commerci illeciti, di sicurezza: in un paese in cui c'è molta instabilità politica c'è anche più propensione, anche da settori istituzionali, alla connivenza con la criminalità. Anche per i commerci illeciti i Balcani sono uno snodo di transito verso l'Ovest, ed è un crocevia anche per i traffici di sigarette. Si pensi che più del 90 per cento di sigarette illegali in Europa vengono da fuori Europa, attraverso luoghi come i Balcani.

Quali sono le iniziative che Philip Morris può mettere in campo?

"Philip Morris può fare molto, anche se non possiamo fare tutto, siamo una società privata. Abbiamo know how, mezzi per intervenire sulla tracciabilità dei nostri prodotti, abbiamo anche possibilità di investire nella lotta contro il contrabbando, abbiamo bisogno però delle istituzioni, dei governi, delle forze dell'ordine... A questo proposito abbiamo lanciato un progetto che si chiama 'Philip Morris Impact' nel cui ambito finanziamo progetti di istituzioni sia pubbliche che private. Il primo round di questi investimenti è stato concluso a metà di quest'anno. Ci sono 32 progetti che sono stati finanziati per la lotta contro il contrabbando, alcuni di questi proprio nelle zone dei Balcani o zone limitrofe, come in Romania. Abbiamo finanziato anche iniziative in Grecia, e anche in Italia".

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