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Livorno, traffico di rifiuti pericolosi: che muoiano i bambini

L'intercettazione shock dei carabinieri del reparto forestale

Livorno (askanews) - Intercettazione shock da parte dei carabinieri del reparto forestale nell'ambito delle indagini su un presunto traffico di rifiuti pericolosi nel territorio toscano, in particolare nella provincia di Livorno,che ha interessato anche Abruzzo, Emilia Romagna, Liguria e Piemonte. Undici le persone fermate, 6 ai domiciliari e 5 in carcere, tutti manager e dipendenti di impianti di trattamento e aziende del settore smaltimento rifiuti, accusati di traffico di rifiuti illeciti e associazione a delinquere in danno alla Regione Toscana. Una cinquantina in tutto gli indagati.

Nelle intercettazioni al vaglio della Direzione distrettuale antimafia di Firenze si sentono due delle persone coinvolte parlare di una discarica nei pressi di una scuola e uno di loro, con cinismo raccapricciante dice: che muoiano pure i bambini.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i responsabili avrebbero smaltito abusivamente oltre 200mila tonnellate di rifiuti, anche pericolosi, provenienti da diverse regioni italiane, per un danno all'erario regionale toscano calcolato in circa quasi 4 milioni e mezzo di euro tra il 2015 e il 2016, a fronte di un guadagno stimato per le aziende coinvolte di oltre 26 milioni di euro.

Nel mirino dei magistrati due importanti discariche della zona: la Rea di Rosignano Marittimo e la Rimateria di Piombino, entrambe a partecipazione pubblica.

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