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Catalogna, maggioranza ai separatisti, Ciudadanos primo partito

Puigdemont: lo Stato spagnolo e Rajoy hanno perso

Barcellona (askanews) - Il futuro della Catalogna resta incerto dopo che le formazioni separatiste hanno vinto il voto anticipato indetto dopo la fallita dichiarazione d'indipendenza che ha preoccupato l'Europa e provocato la più grave crisi politica spagnola in decenni. Con un'affluenza record dell'82%, gli elettori catalani hanno restituito il mandato ai leader indipendentisti regionali che hanno fatto campagna elettorale in esilio o dietro le sbarre.

Dalle urne è uscito un chiaro segnale del conflitto che lacera la società catalana sull'indipendenza: i centristi fermamente anti-secessione di Ciudadanos sono il primo partito singolo nell'assemblea regionale, con 37 seggi su 135. Ma saranno probabilmente le tre liste indipendentiste a guidare la Catalogna con 70 seggi in totale.

Per i catalani su entrambi i fronti il voto è stato un momento della verità, dopo mesi di tensioni e proteste mai viste dalla morte del dittatore Francisco Franco nel 1975.

"C'è stato un clima di tensione, di criminalizzazione dei candidati e di persecuzione delle idee. Ma questo è un risultato che nessuno può contestare" ha detto il deposto presidente catalano Carles Puigdemont, dal suo esilio auto-imposto in Belgio aggiungedo: "lo stato spagnolo è stato sconfitto. Il premier Rajoy e i suoi alleati hanno perso".

Nel campo opposto la leader regionale di Ciudadanos, Ines Arrimadas, vede il bicchiere mezzo pieno, festeggiando il primato del suo partito.

"Questa vittoria rende evidente che la situazione politica in Catalogna non è quella che alcuni vogliono mostrare. I nazionalisti non potranno mai più parlare in nome di tutta la Catalogna, siamo tutti Catalogna" ha detto ai sostenitori.

La situazione dunque è assai complicata. Il principale candidato alla presidenza della Catalogna, Puigdemont, se rimette piede in terra spagnola sarà arrestato. Il suo vicepresidente, Junqueras, capo del secondo partito indipendentista, è in carcere.

Difficile che "i detenuti politici" possano tornare in Parlamento e partecipare all'elezione del President. La sessione costitutiva dell'assemblea catalana dovrà tenersi entro il 23 gennaio, il primo turno dell'elezione del President entro il 10 febbraio. Se entro aprile non sarà stato eletto il nuovo presidente scatterà lo scioglimento automatico dell'assemblea con nuove elezioni a fine maggio.

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