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Caso scontrini: Ignazio Marino condannato a 2 anni in appello

In primo grado l'ex sindaco della capitale era stato assolto

Roma (askanews) - Responsabile dei reati ascritti. L'ex sindaco di Roma Ignazio Marino è stato condannato in appello a 2 anni di reclusione in relazione al caso cene-scontrini. In primo grado l'ex primo cittadino della Capitale era stato assolto. I reati contestatigli sono peculato e falso. Nel giudizio il Comune di Roma si è costituito parte civile.

La camera di consiglio dei giudici della terza sezione della Corte d'appello è durata poco più di due ore. Il procuratore generale, in sede di requisitoria, aveva chiesto la

pena di 2 anni e mezzo ma la corte ha fatto cadere alcune contestazioni.

Accompagnato dai suoi legali, Marino non ha risposto ai cronisti che gli chiedevano una dichiarazione, lasciando gli uffici del tribunale capitolino scuro in volto. Secondo quanto si è appreso è stata riconosciuta la responsabilità penale dell'ex primo cittadino in relazione ad una cinquantina di cene che sarebbero state pagate con la carta di credito del Campidoglio. L'ex sindaco ha avuto come pena accessoria il riconoscimento delle spese legali sostenute dalla parte civile, il Comune di Roma.

I giudici d'appello hanno, comunque, confermato l'assoluzione per la contestazione di truffa in merito alla gestione della onlus 'Imagine' e alla rendicontazione di alcune consulenze.

Il presidente del collegio giudicante, infine, ha indicato in 90 giorni il deposito delle motivazioni della sentenza mentre i danni per la parte civile saranno liquidati in separata sede.

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