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Francia, prigioni bloccate dagli scioperi per il quarto giorno

Dopo aggressione da detenuto jihadista scoppia la protesta

Strasburgo, (askanews) - Blocco delle prigioni in Francia, dove il personale carcerario è al quarto giorno di mobilitazione per chiedere condizioni di lavoro migliori, più igiene e soprattutto più sicurezza, dopo numerose aggressioni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il ferimento con coltello di tre sorveglianti da parte di un detenuto jihadista nella prigione di Vendin-le-Vieil, nella regione settentrionale del Pas-de-Calais.

Fra le carceri bloccate c'è anche Fleury-Mérogis a Sud di Parigi e Les Baumettes a Marsiglia, e la prigione di Strasburgo, dove il blocco ha impedito gli incontri con i familiari e i trasferimenti di detenuti in tribunale. A Strasburgo, spiega il secondino Sébastien, alcuni detenuti islamisti sono diventati più violenti e stanno cominciando a influenzare altri prigionieri.

"L'abbiamo detto, l'abbiamo segnalato, il comportamento di certi detenuti è cambiato: noi lo segnaliamo, ma loro continuano a essere in regime di detenzione normale. Se restano fra loro, sono radicalizzati, hanno le loro opinioni, vabbè. Ma metterli insieme a tutti gli altri e rischiare di propagare questo genere di comportamento, lo trovo aberrante".

Per le famiglie di alcuni detenuti, l'impossibilità di parlare con loro è un grave disagio: "Impedirci gli incontri non serve proprio a niente. Non serve a niente scioperare qui quando l'aggressione non è successa qui. Sarebbe meglio se andassero là...così più che altro danno problemi a noi. Abbiamo altro da fare delle nostre giornate che aspettare e poi non poter vedere i nostri cari in prigione".

Gilles, un altro sorvegliante a Strasburgo, si dice consapevole del fatto che il blocco è un gesto eclatante, ma afferma che non c'è scelta: "È una decisione importante, sappiamo che provocherà incidenti nei corridoi, sarà dura per i colleghi all'interno, come pure per noi, rispetto alle famiglie, ma bisogna che tutti capiscano bene come stanno le cose: oggi i corridoi sono un posto pericoloso, rischiamo la vita tutti i giorni, è sempre più pericoloso e violento, bisogna farla finita".

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