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Orge ad Haiti, Bruxelles minaccia di tagliare fondi a Oxfam

Ue chiede immediati chiarimenti e annuncia tolleranza zero

Roma, (askanews) - Lo scandalo sessuale dal mondo dello spettacolo si sposta ora nel settore della cooperazione umanitaria. E coinvolge Oxfam, l'organizzazione non governativa britannica finita nell'occhio del ciclone dopo le rivelazioni secondo cui responsabili dell'ong si sarebbero intrattenuti in vere e proprie orge con prostitute ad Haiti dopo il terremoto del 2010, pagate con fondi raccolti a scopi umanitari. Il governo britannico ha rivendicato "un'inchiesta completa e urgente" su queste accuse.

È intervenuta anche la Commissione europea che ha intimato alla leadership di Oxfam, che ha sede ad Oxford, di "fare luce" sulla vicenda, minacciando di tagliare i finanziamenti all'ong.

"Siamo pronti bloccare tutti i finanziamenti a quelle organizzazioni che non rispettano le regole etiche", ha annunciato il portavoce dell'esecutivo europeo. "Aspettiamo che l'organizzazione fornisca urgentemente dei chiarimenti in tutta trasparenza" su questa vicenda, ha aggiunto il portavoce. "La Commissione europea esige dai suoi partner il rispetto delle regole etiche ed è pronta a una tolleranza zero di fronte ad eventuali abusi commessi da organizzazioni che beneficiano dei suoi finanziamenti".

Oxfam ha beneficiato di 1,7 milioni di euro di finanziamenti europei nel 2011, l'anno a cui risalgono gli episodi incriminati. Una cifra comunque secondaria rispetto ai ben 38 milioni di euro che Oxfam ha ricevuto nel 2017 dal governo di Londra. Alcuni responsabili dell'ong sono accusati di aver assoldato delle giovani prostitute locali nel 2011 nel costo di una missione successiva al disastroso sisma del 2010. Secondo la stampa britannica l'ong di Oxford sarebbe coinvolta anche in accuse di abuso sessuale in Ciad nel 2016-2017, con ben 87 casi denunciati al governo dalla stessa organizzazione.

Oltre ad Oxfam sarebbe coinvolta anche Save the Children, che ha precisato di aver segnalato all'agenzia di stampa Reuters, già lo scorso novembre, 31 accuse di molestie sessuali di alcuni membri dello staff. Le indagini, aveva precisato Save The Children, avevano portato a 16 licenziamenti e 10 rinvii alle autorità di polizia e civili.

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