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Pirozzi, per una Regione Lazio attenta alle periferie

E per la ricostruzione post terremoto più poteri ai sindaci

Roma, (askanews) - Più impegno e servizi per i pendolari del Lazio, una Sanità "federale" che valorizzi anche le aree periferiche e non solo la città di Roma e, per le aree terremotate, un maggior ruolo per i sindaci che conoscono i territorio. Sono alcuni punti del programma di Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice e candidato presidente del Lazio alla testa di una lista civica che ha per simbolo l'impronta di uno scarpone, appoggiata dalla Lista Nathan (dal nome del grande sindaco di Roma Ernesto Nathan di inizio Novecento) che riunisce i partiti storici Pri e Pli. Eppure Pirozzi, quando scese in campo, sembrava poter essere il candidato del centrodestra che poi ha invece candidato Stefano Parisi. "Dicevano loro che avrei potuto essere il candidato, ma poi hanno cominciato a esaminare otto-nove possibili candidati e mi hanno fatto straordinari complimenti, dicendo che non ero controllabile e gestibile" dice Pirozzi. "E' chiaro che nella visione dei partiti un presidente deve essere controllato dalle forze politiche, che sono portatrici di interessi particolari e non generali. Io sono civico e autonomo. Per quel che riguarda il terremoto" aggiunge Pirozzi, "oggi la ricostruzione non c'è. La Regione gestisce la rimozione delle macerie, l'ufficio speciale della ricostruzione e ha deciso l'utilizzo dei soldi degli sms. Io non avrei mai messo a capo dell'ufficio della ricostruzione un commercialista, per quanto competente: avrei messo un ingegnere, un architetto, un geometra. A Gentiloni avevo proposto di nominare subcommissari delle quattro regioni terremotate quattro sindaci, che conoscono il territorio e possono individuare più rapidamente le soluzioni, ma non se n'è fatto nulla, anche perchè le quattro regioni sono amministrate dal Pd e sono centri di potere. Ma è il sindaco che conosce il territorio e può proporre le soluzioni".

Per quel che riguarda l'emergenza neve e i blocchi alle ferrovie di questi giorni, "quello che è successo è emblematico. Ho sentito che sono stati cancellati il 50% dei treni regionali e solo il 20% dell'alta velocità" dice Pirozzi. "Io mi sarei imposto per fare il contrario, perchè i treni regionali servono 5 milioni di persone in Italia e l'alta velocità solo 130 mila".

Sulla Sanità laziale, che come ripete Zingeretti dovrebbe uscire a inizio 2019 dal commissariamento per deficit eccessivo, "ci si dimentica di ricordare che in questi anni la Regione Lazio ha avuto più risorse e il fallimento di tanti anni di politica regionale dipende dal fatto che la Sanità è diventata romanocentrica. Io sono per il federalismo anche nella Sanità: in Lombardia c'è per esempio un ottimo ospedale a Lecco che è una piccola città. In Lazio è mancata la visione, le periferie sono state desertificate. Ci sono cittadini di serie B nelle aree periferiche con lunghissime liste d'attesa e cittadini di serie A a Roma che possono accedere ai servizi nell'"intra moenia". Io sono per le periferie, in tutti i sensi," conclude Pirozzi.

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