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Superare i confini della fine del mondo, a Capo Horn sulle tracce di Darwin e Fitzroy

Crociera-spedizione

Uno scoglio oltre la fine del mondo, alla cui base le leggende vogliono sia stato incatenato il diavolo che sconquassa, con le frustate delle catene, le onde di due oceani e agita, con le sue imprecazioni, i vortici di nubi in perenne lotta con la luce di un sole metallico e ostinato. Sbarcare a Capo Horn è una sfida dell'anima, anche se gran parte del viaggio vien fatta nella cabina confortevole di una nave da crociera.

Camminiamo in ordine sparso verso il monumento all'albatros, accolti da un inatteso sole che lascia disorientato lo stesso guardiano del faro che, quasi in imbarazzo, invita a ritornare con condizioni più severe. "Oggi c'è il sole, ma vi accoglieremo anche con pioggia e vento - dice Adan Otaiza - per una visita "normale" a Capo Horn".

Capo Horn è la tappa più importante della crociera-spedizione organizzata da Australis, la compagnia cilena che con la "Ventus" e la "Stella" è l'unica che naviga tra Punta Arenas e Ushuaia attraversando lo stretto di Magellano e bordeggiando nel canale di Beagle tra fiordi e ghiacciai. Quattro giorni oltre la "Fin du Mundo", con sbarchi con il gommone per raggiungere i sentieri percorsi da Darwin e incontri-lezioni con le guide per comprendere a fondo la magia di territori e acque che ancora resistono all'uomo. "Credo che al mondo non ci siano altri luoghi primitivi, vergini e inospitali come la Patagonia e la Terra del Fuoco - dice Jaime Iturra, comandante della Ventus Australis - sono i luoghi dove ha navigato Fitzroy e duecento anni dopo sono ancora così, incontaminati: nulla è cambiato".

"Qui si vive realmente in contatto con la natura - prosegue il comandante - non ci sono luoghi dove poter sentire, percepire nel profondo la grandiosità della natura come la Patagonia; Sono 20 anni che navigo in Patagonia e da qui non me ne vado".

Il Parco naturale di Capo Horn è accessibile solo durante i pochi mesi della stagione estiva australe. Sull'isola risiede, con turni di un anno, un membro della marina cilena che accoglie i pochi turisti visitatori con l'entusiasmo genuino di chi incontra un amico dopo un lungo periodo di solitudine. "Capita, sì che vengano a trovarci i turisti, non solo li aspettiamo, ma li riceviamo a braccia aperte - racconta Adan - Siam felici di aprire loro la nostra casa. In altri luoghi uno dice: oh no arrivano i turisti; qui non così. Siamo contenti e riconoscenti: conosciamo gente da tanti posti del mondo, e sentiamo parlare lingue diverse: io ne sono affascinato e la mia famiglia lo stesso".

Con Adan c'è la sua famiglia, la moglie Alison e le figlie Paz e Sophia, che lo aiutano nelle attività amministrative e nella manutenzione "Mi sa che alla fine dell'anno - dice il guardiano del faro - sarò io a diventare il braccio destro di Paz".

La crociera sulla Ventus Australis - costruita nel 2017 con una serie di caratteristiche strutturali e di sicurezza che la rendono specifica per la navigazione negli stretti e insidiosi canali della Terra del Fuoco - prevede l'escursione-esplorazione della baia di Wulaia e di almeno quattro dei grandi ghiacciai attivi della cordigliera Darwin che si immergono nell'acqua. E poi una visita all'isola Magadalena, santuario dei pinguini. Luoghi che hanno attirato esploratori in cerca di un mondo nuovo, e oggi viaggiatori in cerca di esperienze che mettano alla prova emozioni e conoscenza.

Durante il viaggio si attraversano tanti confini: quello tra due oceani, Atlantico e Pacifico; tra due nazioni, Cile e Argentina; tra cielo, tra storia e civiltà; tra ghiaccio e bosco, e tra infiniti stati d'animo.

Tanti confini che si presentano come necessità razionale, ma che svaniscono poi come cartelli sbiaditi. E lasciano intravvedere così cosa c'è oltre la fine del mondo.

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