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Agroalimentare, Caselli: senza regole è terreno ideale per mafie

"A qualcuno troppe regole danno l'orticaria"

Roma, (askanews) - Senza regole precise e norme stringenti, l'agroalimentare "è un terreno ideale per le mafie".

L'ex Procuratore di Palermo e Torino, Gian Carlo Caselli, racconta in un'intervista ad Askanews, i risultati di un'indagine sul campo svolta come presidente del Comitato scientifico dell'Osservatorio sulla criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare.

L'analisi è contenuta nel libro "C'è del marcio nel piatto" di Gian Carlo Caselli e Stefano Masini (Piemme Edizioni) da pochi giorni in libreria.

"Forse a qualcuno troppe regole danno l'orticaria - spiega Caselli - qualcuno preferisce un'economia svincolata dalle regole, però ci si deve rendere conto che un terreno come quello agroalimentare che consente di guadagnare molto bene e, nel contempo, non presenta rischi per chi viola le regole che

sostanzialmente non ci sono, è un terreno ideale per la mafia".

Caselli ricorda che le mafie "vogliono fare tanti soldi ma allo stesso tempo affari a bassa intensità espositiva. Non vogliono - sottolinea - rischiare più di tanto. L'agroalimentare allo stato

degli atti, è purtroppo in questa situazione".

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