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Repubblica del Congo: nuova fase dell'epidemia di Ebola

Il Ministro della Sanità: individueremo la fonte del contagio

Kinshasa (askanews) - L epidemia di Ebola fa ancora paura nella Provincia dell'Equatore della Repubblica Democratica del Congo, dove è stato registrato un nuovo caso confermato a Mbandaka, città portuale sul fiume Congo che conta più di un milione di abitanti. Questo nuovo episodio collegato all'epicentro dell epidemia, a est del Lago Tumba, si somma ai 42 casi in totale, contati nella regione, di persone che hanno presentato i sintomi della febbre emorragica: due di questi sono stati confermati come casi certi di Ebola, 20 sono probabili e altri 20 sospetti (con 23 decessi finora). A oggi sono 514 le persone che potrebbero essere entrate in contatto con soggetti infetti e sono in fase di osservazione. Mentre il Ministero della Sanità locale lavora per individuare la fonte del contagio, per contrastare l epidemia e limitare il più possibile i rischi, organizzazioni umanitarie come Unicef e Medici Senza Frontiere stanno intensificando la propria presenza nelle aree colpite, organizzando zone d'isolamento e centri per il Trattamento dell Ebola negli ospedali di Mbandaka e Bikoro.

Presenti in zona medici, esperti nel controllo delle infezioni e personale logistico che hanno portato kit medici, di protezione e disinfezione con indumenti d isolamento, spruzzatori per il cloro, kit per il trattamento dell'acqua e altro.

"Dobbiamo ricominciare a lavarci le mani con il cloro e a prendere la temperatura agli studenti nelle scuole e a tutte le persone nei luoghi pubblici e affollati - ha spiegato Gianfranco Rotigliano di Unicef - naturalmente lavoriamo sodo per aiutare tutti e, soprattutto, per convincere la gente a combattere l'ebola".

Sia Unicef che Medici senza frontiere si occupano del trattamento immediato e dell'isolamento dei presunti ammalati, monitorando anche i possibili contatti per limitare i rischi di contagio, informando al tempo stesso il resto della popolazione sulle precauzioni da tenere per prevenire la malattia. Intanto in Africa sono già arrivate le prime 4mila dosi di un vaccino sperimentale inviate dall'Oms e presto ne arriveranno altrettante.

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