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L'Abitacolo

Ho la soluzione per il caso Salvini

I giudici hanno sbagliato imputato, gli atti vanno restituiti al tribunale dei ministri

Se la decisione fu collettiva da parte del governo Conte, va riformulato il capo di accusa

C'è una soluzione tecnica e politica per l'autorizzazione a procedere nei confronti del ministro dell'Interno, Matteo Salvini. Lui viene accusato dal tribunale dei ministri di sequestro di persona per avere trattenuto a bordo fra le 23 e 49 minuti del 20 agosto e il pomeriggio del 25 agosto i migranti della nave Diciotti. L'imputazione nasce dall'interrogatorio di una sfilza di funzionari a cui è stato chiesto chi diede l'ordine di non fare sbarcare nessuno. Ciascuno di loro ha indicato il diretto superiore, e l'ultimo ha specificato che l'ordine gli era stato comunicato dal ministro dell'Interno. Lì il tribunale si è fermato. Ma avrebbe potuto proseguire, perché la decisione come ammesso fu collegiale di Salvini con il premier Giuseppe Conte, il vicepremier Luigi Di Maio e l'intero consiglio dei ministri, per attendere la decisione degli altri paesi Ue che il 24 agosto si sarebbero riuniti accettando di accogliere pro quota quei migranti. L'imputazione dunque non è corretta, perché si individua in maniera errata l'apice della catena di comando. La giunta per le autorizzazioni del Senato dunque non dovrebbe votare la richiesta, ma procedere alla audizione di Conte, Di Maio e gli altri ministri, e poi restituire gli atti con allegati i verbali di quelle dichiarazioni al tribunale perché riformuli la sua richiesta di autorizzazione a procedere in modo corretto nei confronti dei membri del consiglio dei ministri, inviandone parte al Senato e parte alla Camera. A quel punto l'autorizzazione verrebbe concessa per tutti.

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