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Satira, ma nemmeno tanto

Conte fa il marchese
del Grillo e umilia
i cittadini umbri

La caduta di stile di palazzo Chigi ricorda la celebre scena del film con Alberto Sordi

Non si disprezzano gli elettori, che devono essere rispettati da chi non ha mai chiesto il loro parere

Ha avuto una caduta di stile e non solo davvero sorprendente il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, cercando di minimizzare la portata del risultato delle elezioni umbre dove è stata bocciata sonoramente l'alleanza rosso-gialla che sorregge il suo secondo governo. Il premier ha fatto spallucce, sostenendo che al voto andava una porzione di Italia non più importante della provincia di Lecce (così ha offeso anche i pugliese di quella terra). Vero che l'Umbria è una piccola regione, ma la portata di questo voto era in ogni caso nazionale come dimostra la foto di Narni che anche Conte comprendeva e il test chiesto (con sonora bocciatura) su un'alleanza più strutturale anche a livello territoriale fra M5s e Pd. Quindi quel risultato andava visto con grande serietà, non deriso come è avvenuto. E i cittadini si rispettano sempre, soprattutto quando non la pensano come te. Sembra quasi con questa reazione che Conte soffra in modo particolare il suo peccato originale, quello di non essere mai stato eletto da nessuno, e non avere potuto godere del consenso nemmeno di una assemblea di condominio, altro che provincia di Lecce. Ma il peccato è nella sua scalata alla poltronissima, non certo dei cittadini che hanno affollato le urne dell'Umbria. Forse il premier si vergogna un po' delle frasi inappropriate dal sen sfuggite, e ieri ha avuto la tentazione di dire qualcosa a stampa e tv. Il suo portavoce, Rocco Casalino, poco dopo l'ora di pranzo, ha preavvertito le troupe e i giornalisti di una imminente dichiarazione di Conte che sarebbe sceso a prendere un caffè. Poi però il premier ha dato bidone a tutti, ripensandoci. E ha sbagliato di nuovo, perché una correzione di tiro e forse qualche scusa ai cittadini umbri sarebbe stata quanto mai opportuna. Se non se ne rende conto, proviamo con un pizzico di satira a fargli capire l'effetto antipatico del suo discorso, prendendo a prestito un cammeo di un celebre film di Alberto Sordi, il Marchese del Grillo. Il commento di Conte sulle elezioni umbre è sembrato assai simile a quello...

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