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De Sica mattatore dalla Venier. E l'incidente imbarazzante con Soraya

A “Domenica In” Christian De Sica e l’arte di raccontare: “Ringrazio Dio ogni giorno. Mio padre ci ha lasciato sul lastrico, ma ha fatto bene, ha vissuto fino in fondo! La mia superficialità mi ha salvato”. L’amore per la moglie Silvia Verdone e poi quella volta in ascensore con l’imperatrice di Persia, mentre Mara Venier rivela: “Sono stata stracciarola”.

Christian De Sica, al cinema con il film “Sono solo fantasmi”, è un bravo attore che a lungo ha pagato lo scotto di essere il figlio del celeberrimo Vittorio, padre del Neorealismo: “Lui aveva fatto ragioneria ed era orgoglioso che suo figlio andasse all’Università,  ci teneva che mi laureassi in Lettere, invece io di nascosto e d’accordo con mamma andavo nei locali e mi esibivo, facevo i primi spettacoli e per fortuna… perché è morto quando avevo 22 anni e mi sono ritrovato con il mestiere in mano, altrimenti avrei fatto la fame”. Christian racconta la sua vita usando il tono e le parole del mattatore consumato, facendo uno show nello show: “Papà non ci ha lanciato in una situazione finanziaria felice, era un giocatore d’azzardo, d’estate ci diceva ‘bambini decidete…Saint-Vincent, Sanremo o Campione’ perché lì c’erano i casinò! E noi dicevamo Sanremo perché c’era il mare. Ma non mi ha fatto soffrire, ha fatto bene, i soldi se li era guadagni lui, ha vissuto”. Poi l’aneddoto sugli ultimi istanti di vita di Vittorio De Sica: “Mi chiamò vicino al letto e mi disse ‘Manuel è un musicista, tocca a te stare vicino a mamma, che è più ragazzina di te… ma guarda che bel c**o c’ha quell’infermiera!’, voleva farmi ridere. Mi ha chiesto un bicchiere di whisky con il ghiaccio, ho sentito plin, mi sono girato e non c’era più. E’ stata dura, ma voleva che ridessi fino all’ultimo, lui ripeteva che la vita è bella e che dovevamo goderci ogni istante, anche l’attesa di un treno. Credo che la mia superficialità mi abbia salvato da tante cose e poi in fondo facciamo il lavoro più bello del mondo e ce pagano per giocare”. Mara Venier gli domanda di quando il padre capì che era in grado di fare spettacolo e De Sica: “Una sera in un locale di Roma c’erano Gene Kelly, Nureyev e Audrey Hepburn, io mi dovevo esibire e mi stavo a ca**re sotto. Andò bene e mio padre disse ‘sì, lo po’ fare”, poi un aneddoto REALMENTE trash: “Quando andavi nei locali la sera e ti offrivano da bere, ti davano dei pitali, non un bicchiere, quindi… bevi, bevi, bevi, alle cinque del mattino torno in albergo, salgo in ascensore, mi appoggio e…”, “Ti addormenti” dice la Venier e l’attore: “No, mi libero… mi libero davanti, dietro” e la conduttrice ride: “Insomma t’è preso lo scagotto!”. Ma il racconto non è finito: “Chi ti entra in ascensore? Soraya l’imperatrice di Persia, c’era una puzza terribile, terribile, sono uscito e mi volevo sotterrare, lei continua a dire che era strano però chissà dove andava alle cinque del mattino…”. Mara Venier domanda all’amico: “Ti capita mai di essere assalito dai ricordi?” e Christian De Sica: “Non tanto. Quando sono finiti i soldi, andavo in tram e saltavo i pasti però non ci ho mai dato peso, ho sempre visto solo le cose belle. Cosa mi fa paura? Le malattie. Sono stato povero e non mi spaventa più niente. Alla Rai quando mi vedevano dicevano ‘ancora questo rompico***oni?’ ma grazie ai fratelli Vanzina, sono riuscito a ricostruire tutto. Quando ho iniziato, inevitabilmente facevano i confronti con papà, però lui era un maestro, ha inventato il Neorealismo, io volevo fare il varietà, partivo dalle feste di piazza, se avessi fatto Ladri di Biciclette 2 sarei stato un fallito. Ogni giorno apro la finestra e ringrazio Dio per quanto sono stato fortunato”. Il ricordo della famiglia è una tenera parentesi: “Mio fratello Manuel è scomparso giovane, era molto intelligente, colto, un bravissimo musicista. Con mio padre ho un vantaggio: lo posso rivedere sempre in un film anche se è morto troppo presto, pensa quanti consigli mi avrebbe potuto dare o quanti errori mi avrebbe potuto evitare. Di mamma no, ho qualche foto, ma lei è un dolore che non riesco a superare”. L’attore gigioneggia e svela un altro aneddoto: “A 18 anni feci la prima tournee in Venezuela, i miei genitori mi accompagnano all’aeroporto e non mi dicono niente, salgo sul pullman e sento un urlo di mio padre ‘Christian, Christian, prima di entrare in scena un ombra di grigio sulle palpebre e basta! Era un guitto!”. De Sica è legato alla stessa donna da 40 anni, è Silvia Verdone, la sorella di Carlo Verdone: “Io avevo 14 anni e lei 13, Carlo le raccontava un sacco di fregnacce, le diceva che io avevo un sacco di ragazze e io gli risposi ‘ma pensa alle corna che c’hai tu!’. Un giorno mi dissero di presentarmi a casa, c’era il padre, il madre e un prete. Io mi buttai in ginocchio e urlai che amavo Silvia, il padre si alzò con le mani tra i capelli ‘Madonna che buffone, che buffone questo qui’. Stiamo insieme da 40  lunghisssssimi anni, lunghisssimi anni, ci vogliamo bene, ridiamo molto e ci prendiamo per il c**o però abbiamo un grandissimo rispetto l’uno per l’altro. Dall’unione sono nati Brando e Mariarosa”. C’è spazio anche per rammentare come è nata l’amicizia con la padrona di casa: “Tu vendevi stracci a Campo dei Fiori” e la Venier :”Sì orgogliosamente stracciarola! Le mie amiche ti indicavano”, “Io pensavo ma chi è quel figone?” e la conduttrice: Poi è nata una bella amicizia”.

 

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