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fiaccolata nella capitale

Delitto Mastropietro, la disperazione della mamma di Pamela: "Adesso giustizia"

La diciottenne uccisa e fatta a pezzi a Macerata

“Spero che con questa fiaccolata, tutte le istituzioni oggi capiscano che bisogna portare alla luce tutto il marcio che c’è nello Stato italiano. Deve essere fatta una giustizia seria, vera. Vogliamo che tutti i colpevoli che stanno dietro alla comunità. Ovvero tutte quelle persone che mia figlia ha incontrato sulla strada e non l’hanno aiutata, i nigeriani colpevoli del suo efferato omicidio ma soprattutto quei politici che non hanno voluto vedere. Chiedo inoltre agli inquirenti di fare indagini vere,appropriate e approfondite. Oggi tu Pamela rappresentati una morte che poteva essere evitata. Rappresenti tante vittime di violenza che come te oggi gridano nel loro silenzio una sola parola, giustizia.

Una dichiarazione forte, quasi rabbiosa, quella di Alessandra Verni la madre di Pamela Mastropietro, al termine della fiaccolata che si è tenuta ieri sera sull’Appia, in memoria della giovane diciottenne romana vittima di un atroce quanto macabro omicidio. Solo due mesi fa infatti, la ragazza, dopo essersi allontanata dalla comunità di recupero in cui stava cercando di riprendere in mano la sua vita. è stata brutalmente uccisa e fatta a pezzi a Macerata da feroci criminali nigeriani che dopo averla smembrata come carne da macello, hanno nascosto i suoi resti in due trolley.

Migliaia le persone che hanno partecipato all’evento in memoria di Pamela ma anche di tutte le vittime dimenticate. Il corteo infatti, partito da via Salluzzo e terminato a piazza Re di Roma, è stato organizzato dal Coordinamento delle Associazioni a Tutela delle Vittime Dimenticate. Oltre la presenza del sindaco Virginia Raggi, Maurizio Gasparri, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, il capogruppo Fabio Rampelli e Barbara Saltamartini della Lega, erano presenti i genitori di altre vittime tra cui Gloria Deisori, madre di Miriam la ragazza uccisa a Londra, Giuliana Bramonti, mamma di Carlo Macro e Roberto Ciaccia, papà di Benedetta  oltre a Fabiola Bacci mamma di Jennifer Sterlecchini e i familari di Luigi Morricioli.

“Questa fiaccolata oggi non è solo  in memoria di Pamela ma anche dei nostri figli che non ci sono più. Un atto concreto per far capire il dolore infinito che solo un genitore può provare alla perdita di un figlio soprattutto se in un modo così traumatico.” Afferma Roberto Ciaccia il padre di Benedetta, la ragazza che morì 10 anni fa nell’attentato alla metro di Londra poi rivendicato da al-Qaeda - Una cosa del genere non si augura a nessuno perché con un figlio alla fine muore tutta famiglia. Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni. A mia figlia era stata dedicata una via nel 2016 e ad oggi non è stato fatto ancora nulla”.

E, come se fosse accaduto ora, ci parla della sua tragica esperienza anche la madre di Carlo Macro, il ragazzo ucciso il 14 febbraio del 2014 al Gianicolo per mano di Joseph White Klifford, la signora Giuliana Bramonti: “Dobbiamo essere uniti per chiedere alle istituzioni che qualcosa cambi. Perché non è possibile vivere in questo modo dove questa gente uccide e fa a pezzi i nostri figli. Le istituzioni devono farsi carico di questo problema che va considerato e preso di petto e soprattutto limitato”.

Particolarmente fermo sulle sue dichiarazioni anche Marco Valerio Verni, lo zio di Pamela che riveste anche il ruolo di legale della famiglia: “Vogliamo che gli inquirenti restino attenti sulla vicenda, e facciano indagini a 360 gradi a partire dalle responsabilità a carico della comunità dove la giovane era in cura, ma anche sull’immigrazione clandestina e lo spaccio che era presente in quella zona. Questo omicidio è il fatto di sangue più macabro che sia  avvenuto negli ultimi tempi.Bisogna mantenere alta l’attenzione per non far dimenticare la gravità di ciò che è accaduto”.

Molteplici i commenti da parte degli amici e parenti di Pamela, sopratutto nel momento in cui la sindaca Raggi ha voluto indossare la maglietta in onore della giovane vittima.  Un gesto sentito commemorativo sentito da parte della sindaca, ma  che non sembra aver sortito l’effetto desiderato fra i presenti: “Per attirare l’attenzione sta facendo perdere tempo anche al corteo che ancora non è iniziato. Prima invece dove era quando serviva?”, chiosava infatti una ragazza insieme ad altre persone.

Presente alla fiaccolata anche l’ex consigliere regionale, Fabrizio Santori che ha affermato: “In piena campagna elettorale la sinistra ha organizzato numerosi cortei, evidentemente strumentali e utili nella gara all’evento più antifascista, dimenticando completamente che neanche qualche ora prima una ragazza era stata uccisa, il corpo fatto a pezzi e messo dentro a due valigie. L’opinione pubblica è stata quindi distratta da un evento così terribile, da una disgrazia che la famiglia di Pamela ha affrontato da sola,abbandonata, salvo qualche rara eccezione, da una classe dirigente che,ad un tratto,è sembrata non porsi neanche più la priorità di capire quali fossero l’assassino e le responsabilità della comunità di recupero che avrebbe dovuto seguire Pamela”.

La vicenda di Pamela è stata devastante anche per Souad Sbai, presidente dell’associazione Acmid-Donna Onlus, politica e giornalista di origini marocchine: “Ma allo stesso tempo un simbolo dell'abbandono delle ragazze e delle donne da parte di quella elite femminista che va in piazza per difendere tutto e tutti, tranne che per chiedere giustizia per Pamela e le altre ragazze che hanno subito un destino atroce come il suo. Basti vedere quando a Macerata manifestarono contro il razzismo dopo la vicenda Traini ma per lei nemmeno una parola. Una vergogna. Ma del resto l'aumento di situazioni fuori controllo nelle città, anche a Roma, si deve anche all'azione venefica di questi ambienti che hanno come solo scopo un'immigrazione senza freni. Nessun controllo, degrado crescente, ragazze senza alcuna difesa per la strada. Questa fiaccolata per chiedere giustizia è  un momento a cui tutti dovrebbero unirsi”.

Un’altra ferma dichiarazione arriva anche da Marcello De Vito, presidente dell’assemblea capitolina: “In questo giorno ricordiamo il massacro subito da Pamela Mastropietro, una giovane ragazza romana trucidata a Macerata. Tanti sono i temi che vogliamo lanciare con questa fiaccolata, una immigrazione controllata e selezionata, più sicurezza nei nostri quartieri e nella nostre città e più senso di comunità. Abbiamo il dovere morale di ricordare lei e tutte le vittime delle tragedie perchè non possiamo abbassare la guardia davanti a questi atti immondi e macabri, vogliamo che ci sia giustizia e non vendetta, ma per perseguirla è necessario un atto di responsabilità da parte di tutte le istituzioni locali e nazionali".

Durante il corteo era presente anche Daniele Catalano, consigliere del XI municipio di Fratelli d’Italia : “Tanti i temi che vogliamo lanciare con questa fiaccolata, una immigrazione controllata e selezionata, più sicurezza nei nostri quartieri e nella nostre città e più senso di comunità. Abbiamo il dovere morale di ricordare lei e tutte le vittime delle tragedie perchè non possiamo abbassare la guardia davanti a questi atti immondi e macabri, vogliamo che ci sia giustizia e non vendetta, ma per perseguirla è necessario un atto di responsabilità da parte di tutte le istituzioni locali e nazionali".

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