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Poliziotto ferito da un somalo col forchettone. Ecco le immagini choc

Il suo collega ha sparato tre colpi e ora rischia di finire indagato

Fermato dai poliziotti della Polfer che gli avevano chiesto i documenti, un somalo di 21 anni ha ferito uno dei due alla schiena con un forchettone da barbecue nascosto sotto la maglietta. L’altro agente, che se lo vede arrivare contro mentre il collega è a terra, impugna la pistola d’ordinanza e spara tre volte, ferendo a un fianco il giovane. Ricoverato d’urgenza all’ospedale Molinette, l’extracomunitario richiedente asilo non è in gravi condizioni: il proiettile, uscito dalla coscia, non ha toccato organi vitali.

E’ successo domenica sera all’esterno della stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova. «Ancora una volta sarebbe stato indispensabile il taser, poiché l’unico strumento in dotazione ai due agenti della Polfer, era la pistola di ordinanza - commenta Stefano Paoloni, segretario generale del Sap - Il collega ora rischia anche un “atto dovuto” da parte della magistratura e di rispondere personalmente, anche dal punto di vista economico, nei confronti dell’autorità giudiziaria”.

Il poliziotto, ricoverato all’ospedale Maurizio, se l’è cavata con una prognosi di cinque giorni. “Ad oggi ci risulta che il capo della Polizia, Franco Gabrielli, non abbia ancora impartito alcuna disposizione sulla sperimentazione del taser nelle città in cui è prevista e, tra queste, vi è appunto Torino - continua Paoloni - Non è arrivata alcuna pistola elettrica, non sono stati individuati né formatori né operatori per l’utilizzo. E’ inaccettabile pensare che su un bilancio di 8 miliardi non sia possibile in via d'urgenza acquistare l'apparecchio per somme fino a 40mila euro senza procedere al bando europeo, snellendo i tempi e dando avvio alla sperimentazione».

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