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delitto di san lorenzo

Mughini su Desirée: "Era una predestinata". E i social insorgono

Mara Venier a "Domenica In" affronta il tema della droga

Sono forti le affermazioni di Gianpiero Mughini a “Domenica In”. Lo scrittore ha usato parole tranchant per spiegare la tragica fine della 16enne Desirée Mariottini, drogata, violentata dal branco e lasciata morire su un materasso lurido in un luogo dimenticato da Dio nel quartiere San Lorenzo a Roma.

Mara Venier ha affrontato il tema con Massimo Lugli, Francesco Facchinetti, Francesca Barra e appunto Giampiero Mughini. A domanda diretta di Mara (“Vedo che seguivi il filmato ed eri perplesso”) lo scrittore si è espresso così: “Era nata e cresciuta in un reame di droga dove non trovi carmelitani scalzi, si drogava. Con una vita così difficilmente avrebbe potuto fare una vita diversa”.

Una frase che ha suscitato l’indignazione dei social: Desirée uccisa due volte, fisicamente e moralmente. Si commenta senza pietà, senza umanità e senza rispetto il dramma di una giovane poco più che bambina dilaniata dalle sue insicurezze e fragilità. Mughini ha poi spiegato l’asprezza delle sue frasi: “Sono insoddisfatto perché il ritratto non corrisponde alla realtà, questa ragazzina non era una principessa, veniva da una famiglia straordinariamente drammatica, veniva da uno che vendeva droga e da una madre inesistente. Non una principessa, ma una ragazzina predestinata perché stava al centro di questo reame della droga che è un pezzo del nostro paese, delle nostre città, delle nostre generazioni. Non si può far finta di essere stupefatti che questo accada. Riaccadrà tra una settimana perché ci sono angoli predestinati dove si compra e si vende droga. Essere tossicodipendenti è ben altro che essere principesse. Io ragiono con una piccola cosa, prendo un sonnifero che mi fa dormire, se me lo togliessero, io non so come reagirei. Io che sono uno molto strutturato. Pensa questa ragazzina che è andata in cerca di qualcosa che la faceva stare meglio, questi luoghi sono centomila…”.

Mara Venier rivela di aver insistito molto per avere in studio un rappresentante della famiglia, ma senza raggiungere un esito positivo. 

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