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scacco al clan

Sgomberate le ville dei Casamonica. Salvini: "Un bel segnale per i romani"

Dormivano tutti quando 600 uomini della polizia municipale di Roma hanno fatto irruzione in quella case incastonate nell’Acquedotto Felice, in zona Quadraro, a Roma Sud. Trenta famiglie sono state svegliate da chi aveva pronti i verbali per lo sgombero e la demolizione delle abitazioni abusive, che sorgevano lì da quasi 30 anni, nell’indifferenza generale. All’operazione, scattata all’alba, hanno preso parte, oltre ai vigili urbani, anche quattro squadre di fabbri per scardinare porte e finestre blindate, imbottite sul retro con brillanti tipo Swarovski.

Sul posto anche la sindaca di Roma, Virginia Raggi e il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Il blitz prevede una prima fase di liberazione e rimozione delle masserizie. Successivamente ogni singolo immobile verrà reso inagibile con una demolizione mirata per poi essere abbattuto definitivamente. Il tutto comporterà un mese di tempo. L’area é soggetta a vincolo archeologico, paesaggistico e ferroviario. Le prime contestazioni abusive risalgono al 1997, ma non si è mai proceduto con le azioni fino ad oggi.

L’operazione è andata avanti senza incidenti: molti hanno lasciato le case, con soffitti affrescati con nuvole e cupidi, vasche dorate, statue di cavalli e una coppia di giaguari in ceramica, con le auto e con i bambini avvolti nelle coperte. All’interno anche i cani anti-droga che hanno trovato anche cocaina. Quattrocento metri quadrati di sfarzo che sorgevano tra i civici di via del Quadraro 106-108.

La sindaca ha voluto esserci per dire: «Noi non abbassiamo lo sguardo - Si tratta dell’operazione più imponente contro la criminalità mai realizzata dai caschi bianchi di Roma. Quelle villette erano diventate il simbolo dell’illegalità e dell’impotenza di fronte alla malavita. Abbiamo cancellato soprattutto questo. Le istituzioni ci sono e non abbassano lo sguardo». Anche Salvini ha parlato di un «ottimo segnale» e ha annunciato: «Siamo solo all’inizio».

Il Quadraro è una delle roccaforti del clan dei Casamonica che il mondo ha conosciuto con le immagini del famoso funerale stile Padrino. Estorsione, spaccio, corruzione, racket, riciclaggio di denaro, prostituzione, appalti, usura, scommesse sportive, furto, rapina, gioco d’azzardo e omicidio: sono queste le attività della famiglia arrivata dal Molise e dall’Abruzzo alla fine degli Anni Cinquanta. Da decenni, a Roma, si sono stanziati nelle periferia Sud-Est: Romanina, Anagnina, Porta Furba, Tuscolano, Spinaceto e più giù, verso sud, fino ad arrivare a Frascati e Monte Compatri.
(video Francesco Benvenuti)

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