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Mai andare in giro da sole la sera

Anche Miss Italia ha paura

Forum con le tre reginette di bellezza 2018 a Il Tempo

Arrivano davanti alla sede de Il Tempo e subito si fermano incantati i poliziotti in servizio a protezione di palazzo Chigi. Se gli Ncc che ieri protestavano avessero manifestato un paio di ore prima, avrebbero facilmente eluso ogni cordone di sicurezza, perché gli agenti erano incantati dalle tre splendide ragazze in posa per i flash al centro della piazza. Difficile non capirli: la prima, con la fatidica corona in testa era proprio Miss Italia 2018, la castana marchigiana Carlotta Maggiorana, 26 anni. Al suo fianco da una parte la seconda classificata nel concorso, la bionda partenopea Fiorenza D'Antonio, 21 anni. Dall'altra parte la più giovane di tutti: Chiara Bordi, capelli neri e la freschezza dei 18 anni.

Chi ha seguito il concorso ha imparato a conoscerle tutte e tre, perché ognuna di loro è davvero speciale. Carlotta è la prima Miss Italia della storia ad esserlo diventata da sposata. Prima di lei capitò a Mirka Viola, nel lontano 1987, che aveva marito e pure un figlio, ma l'aveva nascosto a tutti e la corona le fu tolta per passarla alla seconda classificata, Michela Rocco di Torrepadula.

Fiorenza, napoletana assai peperina (la preferita al televoto) ha già una laurea in Fashion design e pure un master alla Bocconi in digital marketing.

Chiara che ancora va a scuola all'ultimo anno di liceo classico è forse quella di cui si è più parlato durante le selezioni del concorso: a 12 anni ebbe un terribile incidente in motorino, le fu amputata parzialmente una gamba e solo con la forza della volontà e una ottima protesi è riuscita a tornare alla vita ed accettare il proprio corpo e la femminilità che non è venuta meno. Ha carattere, e ha saputo tenere testa alla maldicenza e agli attacchi social di chi le imputava l'arma impropria della propria diversità. Ha saputo anche ridere di questa sua condizione: "Sono una miss bionica”.

Eccole dunque tutte e tre insieme: non si saranno amate particolarmente durante il concorso, come capita a chi si sfida, ma poi hanno accettato i verdetti e imparato a stare insieme. A Il Tempo sono venute in visita perché era il giorno della presentazione del calendario 2019 per celebrare gli 80 anni di Miss Italia. Sono loro tre le sole protagoniste, e con quattro scatti a testa dove “bucano” ogni fotografia con la loro capacità straordinaria di stare davanti all'obiettivo, possono tenere compagnia ai fan per tutto l'anno prossimo. Sognano come tutte le ragazze che passano per quel concorso un futuro di celluloide, ma ne sembrano distanti. Viste da vicino, approdate al tavolo delle riunioni di redazione de Il Tempo sono tre ragazze speciali, ma normalissime. Piene di speranze nel futuro, di interessi e timori sul presente.

Carlotta che ha la passione dei motori (è esperta motociclista e corre pure da dilettante in auto con il marito) sogna di fare l'attrice al cinema. Anche se la prima cosa fatta dopo il titolo è uno spot sulle patatine appena girato con Gerry Scotti. Anche Fiorenza ha accantonato le ambizioni da designer e vorrebbe recitare: da gennaio si iscriverà a un'Accademia per la necessaria formazione. Chiara per il momento pur divertendosi alla ribalta e impegnandosi nei contratti che derivano da questa esperienza, ha l'esigenza assai semplice di concentrarsi sulla maturità classica per chiudere questa prima parte del ciclo di studi.

Tre ragazze normali dunque, tre italiane che si sono raccontate e confessate a noi su curiosità anche banali che avevamo davanti a una Miss (la gelosia del marito o dei partner, le insidie della bellezza, il “#Metoo” con cui bisogna fare i conti), e con un problema anche loro che sembra essere largamente condiviso dalla maggioranza degli italiani: la sicurezza. Ecco in libertà quello che hanno raccontato.

Il Tempo- Posto che per contratto siete costrette a parlare bene di La7 che trasmette Miss Italia, guardate solitamente la tv?

Carlotta- Sì, onestamente un po' tutto. E su tutti i canali: Rai, Mediaset, la7, Sky... Netflix. Film e serie di Netflix...

Fiorenza- Per l'informazione io vedo i programmi di La7 e dove mi capita i Tg. Però mi interessa anche il punto di vista delle Iene. I film e le serie? Sì, anche io su Netflix. Ma anche in streaming scaricando in modo pirata...

Il Tempo- Questo si farà pure, ma non si può dire perché se no si finisce nei guai...

Fiorenza... ma chi mai va a noleggiare oggi un film? Si guardano tutti così...

Chiara- E mica è illegale no?

Il Tempo- eh, sì, dire in streaming pirata è proprio illegale... Diciamo che abbiamo capito male noi, che volevate dire film “sui pirati” in streaming e ci evitiamo tutti guai, no?

Fiorenza- ah sì, sì'. Giusto, o volevo dire streaming e basta.

Carlotta- A me piace tanto anche il cinema. Però non trovo mai tempo e orari giusti per andarci...

Il Tempo- Ma quando andate al cinema o in giro, c'è chi vi riconosce? E se vi notano, provate piacere o fastidio?

Carlotta- Chi ha visto Miss Italia mi riconosce. Gli altri no. Poi magari fai altre cose, e la gente se ti vede in televisione ti riconosce sempre di più. Ma non mi dà fastidio

Il Tempo- Magari darà fastidio ai vostri mariti o fidanzati. Saranno gelosetti...

Carlotta- Mio marito? No, è contento del mio successo. Magari geloso è, ma si frema perché ha 40 anni, è un uomo bello e fatto e ragiona, non come i ventenni.

Chiara- Io sono fidanzata da un anno e mezzo. Il mio problema semmai è il contrario: non è per niente geloso. Vero che mi accompagna spesso nelle cose che faccio. Ma ogni tanto mi verrebbe da dire: “geloso, no?”. Sono io ad esserlo molto di più

Fiorenza- Anche il mio non ha motivo di ingelosirsi. Credo di dargli sicurezza. Poi lo sa come sono fatta: io parlo con tutti anche in mezzo alla strada, ed è difficile spegnermi. Certo talvolta mi capita di essere fraintesa, perché siamo ancora in una società così. Molte donne sono talmente concentrate su se stesse che gli uomini girano alla larga e manco di provano. Se però vedono esuberanza e un minimo di carineria, eccoteli lì...

Il Tempo- a fare i provoloni...

Fiorenza- sì, ci provano.

Il Tempo- … Eccoci al #metoo. Siete in un ambiente dove può capitare qualche allusione legata alle prospettive di carriera...

Fiorenza- sì, sì, è capitata.

Il Tempo- Molestie vere e proprie?

Fiorenza- Direi meglio avances. Iniziano subito a chiederti il numero di telefono...

Carlotta- … come è sempre capitato a dire il vero in ogni ambiente.

Il Tempo- E insistono?

Carlotta- dipende dalla persona che hanno davanti. Se fai capire che proprio no, e lo fai chiaramente finisce lì.

Il Tempo- Basta una occhiataccia?

Fiorenza- E mica tanto basta quella. Devi essere proprio brusca per fare troncare lì ogni seguito.

Il Tempo- Vi sentite libere di girare nelle nostre città di giorno e di sera?

Carlotta- No, il problema sicurezza c'è. E anche di libertà. E' difficile girare con una minigonna o con un jeans stretto o un leggins. Perché non ti lasciano vivere proprio...

Fiorenza- … No, no. Non ti senti sicura per niente. E non solo per quello. Io pensare di tornare la sera a casa da sola ho paura. E non è bello vivere così. Hai paura che ti derubino e che ti importunino. E a dire il vero non ti senti sicura nemmeno poi con le forze dell'ordine...

Il Tempo- Vi è capitato di essere importunate anche da agenti in divisa?

Fiorenza- Sinceramente sì. Capita anche quello. Non si può fare di ogni erba un fascio. Ma non si può stare tranquille nemmeno davanti a loro.

Il Tempo- Vi sentite più tranquille e libere di girare all'estero?

Carlotta- Dipende dal paese in cui vai. In qualcuno sì

Chiara- Sinceramente all'estero ad esempio le stazioni dei treni o dei bus sono molto più controllate o vigilate. Io sicuramente mi sento più sicura e libera nelle stazioni di Londra che a Roma Termini. Spesso all'estero sono anche più civili e non capita nemmeno così frequentemente di essere importunate.

Il Tempo- Insomma per andare in giro dovete avete la scorta...

Chiara- Ma perché si deve? Io adoro girare da sola. Non è giusto non potere avete questa libertà nel nostro paese...

Fiorenza- Però all'estero ci sono altri pericoli, magari di altra natura. Io ho paura a girare a Parigi o in Francia. Lì è diventato pericolosissimo. Vorremmo tutte la libertà di essere come siamo e di girare ovunque. Ma è difficile, è una condizione dei tempi ormai...

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