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caos in piazza

Furia Ncc. E la polizia carica

La protesta nel centro storico di Roma tra scontri e petardi

Il dissenso, la frustrazione e la rabbia  di quella che sembra  la conclusiva stretta del Governo su Ncc (noleggio con conducente) e Uber sono si sono fatte sentire forte e chiaro nella giornata di ieri quando fra cariche della polizia, bombe carte e la conta di cinque ferite hanno caratterizzato la protesta degli Ncc sotto il Senato, in pieno centro storico, in piazza Vidoni. La protesta indetta dalla categoria dei noleggiatori era stata organizzata con il preciso scopo di riuscire – ancora – a sensibilizzare  le istituzioni sul tanto discusso decreto legge 143/2018.

Da oltre 10 anni infatti non c’è pace per il comparto lavorativo degli Ncc (noleggio con conducente) che, da quel lontano 2008, da quando è stata modificata la legge n. 21 del 15 gennaio 1992 (modificata poi nel 2008), anziché trovarsi una ‘strada’ libera da ‘ostacoli burocratici, sono ancora in attesa di una riforma complessiva mai fatta e che dal 1 gennaio 2019 rischia persino di non essere prorogata se, come fatto dai precedenti governi, non verrà attuato il decreto Milleproroghe. Se così fosse sul territorio nazionale 200.000 posti di lavoro e circa 80.000 piccole e medie imprese del settore saranno a serio rischio.Questo a causa di particolari restrizioni che, anziché agevolare questi imprenditori li penalizza, a causa di una legge obsoleta non in linea con le attuali esigenze del mercato del trasporto persone.

Non a caso il numero dei partecipanti ieri era folto, compatto e numeroso. Secondo i primi dati forniti dalla Questura di Roma durante la manifestazione il numero dei partecipanti a mano a mano è aumentato sempre di più fino ad arrivare ad oltre 400 unità che, verso le 16, senza alcuna autorizzazione si sono spostati fin sotto il Senato dove la protesta si è fatta decisamente più accesa e scomposta.

Dopo oltre due ore in cui le forze dell’ordine cercavano di mediare alla fine è stato intimato l’ultimatum di ritirarsi. Ma anche in quel caso la linea dura dei manifestanti è proseguita tanto che è stata necessaria l’avanzata dei reparti schierati, a cui i noleggiatori hanno fatto nuovamente resistenza – passiva- sedendosi per terra. E, come a triste presagio, neanche una settimana fa erano queste le dichiarazioni del responsabile Anitrav della regione Lazio, Giulio Aloisi: “All’audizione della nona commissione Trasporti della Camera si è confermata la volontà da parte del Governo di cancellare un’intera categoria: quella del noleggio con conducente - afferma il responsabile della regione Lazio di Anitrav - Fino al 31 dicembre 2018 abbiamo operato in modo legittimo seguendo le normative del settore dettate da una legge dello Stato che oggi si è inteso modificare per rendere gli operatori una sorta di abusiivi”.

“Nel corso delle audizioni, oltre alle rappresentanze Ncc sono stati auditi anche l’Agcm e l’Art che si sono espresse totalmente in disaccordo con una  modifica di legge di tale portata perché contraddizione con lo sviluppo,concorrenza e principi costituzionali – prosegue Aloisi –Nel corso delle audizioni i legali incaricati dai tassisti hanno dichiaro di essere gli estensori della modifica di legge. Questo è quanto di più sconcertante e segna profondamente questo governo che sta scrivendo una delle pagine più oscure della democrazia di questo Paese".

“Se non ci sarà da parte del Governo un cambio di rotta, le imprese si troveranno costrette a chiudere in Italia per aprire in altri stati europei. Tutto questo con un danno erariale enorme per lo Stato italiano visto che, il volume d’affari è circa 1 punto percentuale del Pil. Lasciamo al ministro Salvini e al ministro Tria, l’incombenza di spiegare a Junker come mai l’Italia non riesce a fare occupazione”. È l’amara conclusione del responsabile nazionale della regione Lazio di Anitrav.

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