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Meloni, vi spiego l'errore di Salvini

Nella Smart Tv in cui giriamo L'Abitacolo Giorgia Meloni, leader di Fratelli di Italia, entra dopo avere appena stretto un patto con alcuni che un tempo avrebbe chiamato “poteri forti”, primo fra tutti quello di Confindustria rappresentata dal suo presidente, Vincenzo Boccia. Un patto sorprendente per voi... Ma no? Perché? Innanzitutto non c'era solo Confindustria, ma anche Confartigianato, Confcommercio, Coldiretti... Erano le sette più importanti associazioni di impresa italiane. Con loro abbiamo fatto un patto per lo sviluppo che sta a cuore anche a noi. Le imprese non sono felici di quel che sta facendo il governo, che non ha capito che la ricchezza la fanno le imprese, non lo Stato. Bisogna mettere chi vuole assumere nella condizione di farlo se vuoi aiutare il lavoro e combattere la povertà. Il governo ha fatto il contrario fin qui. Noi continuiamo a dire che bisogna tagliare le tasse, ridurre la burocrazia, fare le infrastrutture e le opere pubbliche, difendere imprese e marchi italiani anche a livello europeo. Vero che questo governo non è amatissimo dalle imprese... … e te credo: ha fatto tutte scelte contro di loro. E' aumentato il livello di tassazione sul 30% delle imprese. Il livello di burocrazia è aumentato, l'invasività dello Stato pure, dalla fattura elettronica obbligatoria alla possibilità di pignorare i conti delle imprese anche senza provvedimento del giudice. Certo che non sono contente dopo un anno di governo. Dall'esecutivo del cambiamento ci si aspettava una politica diversa da quella che ha fatto Matteo Renzi, ma non si è vista. Qui si spende in deficit, si indebitano i figli soprattutto per buttare via i soldi e non per costruire qualcosa che poi rimane ai miei figli giustificando anche la spesa in deficit... Una Meloni così critica nonostante fosse alleata di Matteo Salvini... … e sono ancora alleata di Salvini... … Appunto. Come si spiega allora la sua scelta di non difendere con gli alleati molte delle bandiere su questi temi che avevate nel centrodestra? Perché lì è stato fatto un errore a monte: pensare che ci si potesse dividere le competenze. Con la Lega che ha ottenuto di occuparsi di temi che aveva più a cuore come sicurezza e immigrazione con posizioni che sono lontane anni luce da quelle del M5s. I grillini per digerire quei temi hanno ottenuto di occuparsi di lavoro, politica economica e produzione, chiedendo alla Lega che era lontana anni luce dalle loro scelte, però di sostenerle come avevano fatto loro sul resto. Salvini purtroppo non ha potuto fare nulla di diverso, perché i 5 stelle sono molto più forti di lui sul piano del voto parlamentare. Hanno molti più eletti. E questa considerazione è stata proprio quella che mi ha diviso da Matteo al momento della formazione di questo governo. Eppure per molti italiani il vero capo del governo oggi sembra Salvini, no? Sì. Ma in Parlamento non è così, e quando sei in contrasto con il tuo alleato, poi i voti reali in aula contano. In questi mesi alla conta la Lega ha dovuto cedere più del M5s, ed è normale perché i voti in Parlamento contano. I miei dubbi iniziali si sono confermati nei fatti: era impossibile che due forze politiche così distanti fra loro potessero trovare un a vera sintesi su grandi questioni. Meglio per lei. Questi contrasti le lasciano spazio politico, visto che Salvini non può fare il Salvini fino in fondo, no? Non la vedo così, anzi. Alcune battaglie che ho fatto in Parlamento sulla sicurezza, sulla immigrazione, sulle politiche economiche avevano come fine anche quello di dare una sponda parlamentare a Salvini. Siccome Matteo aveva questo problema e rischiava di patire- come poi ha patito- ho cercato di dare una sponda anche portando in Parlamento cose che lui condivideva ma che non avrebbe potuto proporre. E ho sperato che grazie a questa sponda la Lega alzasse la voce con i 5 stelle... … e non è accaduto? No, sono stati i primi a bocciare le nostre proposte. E hanno fatto un errore, perché non ci si schiera contro cose che condividi e hai sempre condiviso. Questo la gente non lo capisce, e il fatto di restare invece noi coerenti con le battaglie che abbiamo sempre fatto ci ha lasciato aperti spazi politici che ci fanno crescere sensibilmente come si vede ad ogni turno elettorale. Nelle elezioni che fin qui si sono tenute andavate insieme Andremo insieme -immagino- anche alle politiche. Quelle non credo che siano dietro l'angolo. Il governo ha tutta l'aria di durare. Questo non dipende da me e si vedrà. Non sono io che decido e anzi, credo di essere l'unico esponente dell'arco costituzionale che non dico a Matteo di staccare la spina o che il governo deve cadere. Io lavoro a costruire una alternativa con i nostri contenuti. E lo faccio anche adesso in Europa, con l'alleanza tessuta con i conservatori europei che sono l'unico gruppo in mezzo a popolari e populisti. Qui lavoriamo a una confederazione di Stati che mantengano la loro sovranità ma siano disposti a difendere i confini d'Europa, facendo una politica estera e di sicurezza comune. Come spiega il fatto che comunque questo governo risulta ancora dopo un anno gradito alla maggioranza degli italiani che sia pure a parti invertite voterebbe ancora Lega-M5s? Perché la Lega è sospesa nel giudizio, e quindi anche il governo lo è. Poi certo lo stacco con il passato ha un peso. Se vedono come alternativa ancora quella di Renzi e Berlusconi, capisco che restino sospesi. E' per questo che sto lavorando a costruire una alternativa che non richiami il passato. Si sta preparando anche alle elezioni in Umbria? Certo. Siamo già prontissimi.

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