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L'Abitacolo

Carelli (M5s), il voto tenta Salvini ma quest'anno si andrà avanti

La flat tax? In questa manovra tocca alla Lega. Al governo mi prenderei anche Mario Draghi

A Di Battista chiederei che vuole fare nel M5s. Io lo vedrei bene a trainarci nei territori

Benvenuto a bordo de L'Abitacolo, Emilio Carelli. Molti ti ricordano ancora come volto noto dei Tg, da Mediaset a Sky (sei un collega, e ci diamo del tu da anni). Fa un po' effetto vederti ora grillino, deputato del M5s. A proposito, guarda fuori dal finestrino, verso che quei cassonetti con la spazzatura sotto. Qui governa proprio il M5s, e sui rifiuti...

Sono un problema atavico di Roma

Sarà atavico, ma non l'ho mai visto come nell'ultimo mese. Proprio stamattina mi è arrivato il bollettino Tari, più di 500 euro per il semestre. E ho guardato fuori i bidoni per strada, con la spazzatura da settimane sul marciapiede...

Anche io pago più o meno quella cifra. Però io abito all'Aventino e nella mia zona il problema non è sentito perché lì passano sempre e il servizio funziona. Però ho visto anche io tante foto sul web e sui giornali. Però il problema mi sembra che sia quello dello smaltimento: non è stato ancora approvato questo piano regionale di costruzione di nuovi impianti per lo smaltimento e il riciclaggio...

E' vero, ma non c'entra nulla con l'emergenza: quel piano servirà per anni futuri.

Certo, adesso c'è una emergenza da risolvere

Carelli, non voglio fare a te il processo sui rifiuti. Tu non c'entri. Solo che quando i cittadini vedono problemi così evidenti di malfunzionamento di una amministrazione del M5s, poi le conseguenze politiche toccano anche voi.

Questo è vero.

Governare è un po' più complicato di quel che appariva?

Sì, e io penso che il M5s debba un po' completare questo passaggio da movimento di opposizione a movimento di governo. La responsabilità di governo deve renderti innanzitutto inclusivo, perché devi affrontare i problemi di tutti. Quindi devi avere più capacità di dialogo e di mediazione e cercare di mettere in campo le migliori competenze ed esperienze che hai al tuo interno, abbandonando magari quei toni urlati e anche quei temi troppo divisivi, puntando su argomenti, proposte e soluzioni che uniscano il paese.

Sai che questo mi sembra il limite principale del M5s? Sono stati votati a livello locale come nazionale da milioni di cittadini. Ma non sono mai riusciti ad entrare in rapporto con loro, chiudendosi a riccio nella propria militanza, che è fatta di poche migliaia di persone.

Sono pienamente d'accordo con questa analisi. Ed è quel che ho sostenuto in questi mesi anche parlando con i leader del movimento. Ogni volta ricordo che è vero, abbiamo i militanti che sono stati all'inizio importantissimi per i valori del movimento. Però poi bisogna sapere parlare e capire le esigenze di milioni di cittadini.

Intanto avete imparato a governare con qualcun altro. Dopo un anno di coabitazione con la Lega, rifaresti quella scelta?

Non c'era alternativa dopo quei risultati elettorali. Fossimo tornati al voto, il risultato non sarebbe cambiato di molto e le condizioni sarebbero state le stesse. Il governo con la Lega è stato una cosa dovuta, quasi obbligata. Siamo partiti dal fatto che abbiamo idee e valori diversi. Per questo abbiamo scritto e firmato il contratto sulle cose che entrambi ritenevamo importanti da fare insieme. Poi si discute su autonomia, famiglia, sviluppo del Sud Italia. Ma la dialettica è naturale. Mi spiace che queste differenze ovvie vengano portate sempre esaltate dai media. Sono semplicemente naturali.

Ma le divisioni ci sono sulle priorità. L'altro anno avete fatto una legge di bilancio molto marcata M5s, no?

Sicuramente sì.

E ti sembra strano che oggi Matteo Salvini dica “ora tocca a me?” e pretenda la flat tax?

No, ma guarda che noi sulla riduzione del carico fiscale noi siamo pienamente d'accordo, perché questo era un punto qualificante anche del nostro programma elettorale. La flat tax può essere una soluzione, ma dobbiamo garantire che la riduzione vada ai più poveri e al ceto medio, cioè a quelle famiglie che hanno un reddito fra 30 e 60 mila euro l'anno.

Se ci sono i soldi, però. Non credi che l'accordo fatto per evitare la procedura Ue metta tutta in salita quel taglio delle tasse, blindando la manovra 2020?

Bisogna capire le risorse per la copertura del taglio delle tasse dove andranno trovate. Intanto è stato importante evitare quella procedura con l'aggiustamento di bilancio fatto qualche giorno fa, recuperando 7 miliardi e 600 milioni di euro e quindi garantendo il deficit/Pil finale che ci chiedeva la commissione Ue. Penso che sia un risultato straordinario, no?

Però avete bloccato risparmi su reddito di cittadinanza e quota 100. Quindi se oggi vado- come mi era stato garantito dal governo con un nuovo Isee 2018 (finora era quello 2017) a chiedere il reddito di cittadinanza perché ne ho diritto, mi verrà risposto che non si può perché non ci sono i soldi?

Ma no, credo di no...

Se sono congelati i risparmi...

Ma non credo si tratterà di tanti casi. E al massimo li riceveranno dal 2020, quando i soldi ci saranno di nuovo con un nuovo stanziamento. Poi diventeranno operativi anche i navigator per aiutare queste persone a trovare un lavoro.

Il lavoro c'è, no? I dati Istat sono il migliore successo che potete vantare...

Sì, contro tutte le previsioni per la prima volta dopo decenni si è arrivati a una disoccupazione a una cifra in un momento di rallentamento dell'economia europea, Germania in testa. Tutti profetizzavano il contrario. Non ci fosse stato questo mood negativo, forse avremmo ottenuto anche un risultato migliore.

Un po' vi siete gufati anche da soli. Lo spread che si alzava e i mercati turbolenti venivano anche da inutili dichiarazioni di guerra interne alla maggioranza. Non potevate chiudervi in una stanza e parlarvi a quattro occhi?

Hai perfettamente ragione, e da quella stanza saremmo usciti con le soluzioni. Ma lo spread comunque sta scendendo.

Credi che il governo andrà avanti ora in modo meno burrascoso?

Noi di sicuro sì. Abbiamo un orizzonte di 4 anni, e non è un modo di dire. Poi certo c'è anche il nostro partner, la Lega. Matteo Salvini ha avuto un ottimo risultato alle europee, e quindi penso che prima o poi avrà la tentazione di monetizzare quel consenso anche al livello di elezioni politiche italiane. E allora basterà qualsiasi pretesto per fare cadere il governo e andare al voto. Io spero che non accada, ma la tentazione ci sarà. Se si riuscisse ad andare avanti un po', però, sarebbe un bene per il paese.

Il rapporto fra Salvini e Di Maio è incrinato o ancora il collante di questo governo?

Penso che lo sia, e che le turbolenze di campagna elettorale siano normale. Il loro rapporto è diretto e si basa su una stima reciproca. Forse se Salvini fosse un po' meno prepotente, sarebbe più facile.

In campagna elettorale mi è sembrato l'esatto contrario.

Eravamo divisi alle europee, e quindi concorrenti. Ci stava. In ogni caso spero che questo rapporto si spezzi più tardi che mai, perché ci sono ancora da fare tante cose che stanno a cuore entrambi e servono al paese.

Devo andare a dibattere con Alessandro Di Battista sul suo libro. Che gli chiederesti?

Mah... Io penso che lui sia una risorsa per il M5s. Gli chiederei che ruolo vuole giocare all'interno del movimento, perché in questi mesi non è stato chiaro. E' apparso, poi scomparso, poi riapparso... Dato che è un leader politico che porta anche consenso, gli chiederei che progetto avrebbe perché non si è tanto capito.

Lui aveva fatto campagna elettorale un po' dura sulle regionali. Le avete perse, e tutti lo avete accusato della sconfitta. Normale che si sia tirato indietro, no?

Ma quelle elezioni sono andate male mica per colpa sua. Si è scontata una mancata organizzazione territoriale, dove tutto è lasciato ancora allo spontaneismo, senza interlocutori con la società civile e con i soggetti della zona. Bisognerebbe creare in ogni regione una piccola struttura. Magari proprio su questo Di Battista può dare una mano.

Questa estate si passerà tranquilla?

Sì, non credo cada ora il governo. Poi si discuterà come sempre sulla manovra. Solo chi non conosce la politica si stupisce di questo. Succedeva anche negli anni Ottanta, con il pentapartito, Craxi e De Mita. Le polemiche e i litigi ci sono sempre stati. La politica è anche questo

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