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Dopo l' inspiegabile harakiri di Salvini

Chi ha tradito gli elettori?
Chi fa il governo Pd-M5s

E la Boschi che 15 giorni fa era indigeribile diventa compagna di avventure

Hanno chiesto i voti l'uno contro l'altro nel 2018. E ora li pugnalano alle spalle

Quindici giorni fa alla vigilia delle mie ferie estive portai a bordo de L'Abitacolo Maria Elena Boschi, che dedicò gran parte del viaggio a criticare il M5s. Sui social quella puntata venne accompagnata da insulti anche nei confronti di chi guidava (il sottoscritto) perché portava a bordo "un rottame" simbolo del renzismo. Ad arrabbiarsi soprattutto i militanti grillini. Sembra passata una vita da allora, non 15 giorni. Perché ora quello stesso pubblico sta per digerirsi proprio la Boschi come compagna di strada. Una evoluzione da matti, provocata dall'inspiegabile decisione di Matteo Salvini di rompere l'alleanza gialloverde nel cuore di agosto senza avere alcuna certezza di correre alle elezioni. Un harakiri politico incomprensibile: grazie all'alleanza con il M5s in un anno Salvini era riuscito a raddoppiare i voti ottenuti dalla Lega, e proprio da quella situazione riceveva i più clamorosi dividendi si siano mai visti in politica. Cosa lo abbia spinto a rompere è misterioso, anche perché il consenso così è destinato a ridursi sensibilmente. Non può essere una motivazione quella di avere stretto una intesa con il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, perché era evidente anche agli occhi di un bambino il fatto che a casa sua non ha alcun potere di decidere qualcosa senza l'ok di Matteo Renzi. Fatto il disastro, la sola speranza che Salvini può nutrire è di potere raccogliere i cocci e risalire proprio grazie al governo Pd-M5s che semra ormai cosa fatta. Probabile che quello gli regali appeal nell'elettorato nell'immediato, senza fare venire però meno i rischi di irrilevanza politica a cui sembra essersi auto-condannato con la follia agostana.

Spinti da una comprensibile rabbia i militanti M5s ora stanno apostrofando Salvini come "traditore". E qui sbagliano mira. Quello disdettato dal leader della Lega era solo un contratto commerciale introdotto in politica, senza che fosse preventivamente sottoposto al giudizio degli elettori. Quindi ci si è separati dal socio come avviene negli affari, e la decisione non sembra di quelle utili a chi l'ha presa. Ma il "tradimento" è altra cosa in politica, e può riguardare solo gli elettori. Se tu chiedi a loro il voto per fare una cosa, e poi ne fai un'altra tutta diversa o addirittura opposta, allora li hai traditi. Nel caso di Salvini il "tradimento" dell'elettorato era stato semmai proprio stipulare quel contratto con il M5s, perché i voti li aveva chiesti per diventare il leader del centrodestra e governare con Forza Italia e Fratelli di Italia. Non solo, i parlamentari della Lega eletti nel maggioritario avevano tradito con il M5s gli elettori di Forza Italia e di Fratelli di Italia che li avevano mandati in Parlamento. Semmai ora con la rottura del contratto Salvini pone fine a quel vulnus. Ma il più grande tradimento degli elettori è quello che sta andando in scena ora, con l'alleanza fra M5s e Pd. E' innegabile che entrambi abbiano chiesto nel 2018 il voto agli italiani l'uno contro l'altro, e usarlo invece per mettersi insieme è puro tradimento. Questo naturalmente secondo la logica di chi vede la politica con questa ottica etica. Ma l'introduzione dei contratti ha messo a nudo come di tradimento sia inutile parlare: siamo nell'era della politica-business, che costruisce le alleanze come si fa nel mondo degli affari, dove i tradimenti non esistono. L'unica differenza è che prima o poi bisogna tornare a chiedere il voto degli italiani. Che ti faranno sapere quanto avevano apprezzato quelle scelte...

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