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Si cerca un tunisino

Roghi a Roma, zero fascisti
Sarà stato il Cus Cus Klan?

Balle capitali, mentre a Napoli si perdona tutto a una neo assessora per cui gli israeliani sono "porci"

Cara Lilliana Segre, via queste compagnie. E la commissione sul razzismo non la lasci ai politici

A Napoli hanno una giovane politica che per anni ha detto cialtronate sugli ebrei e su Israele. E non tacciamo sugli israeliani, definiti dalla giovin signora “porci, accecati dall'odio, negazionisti e traditori finanche della vostra stessa tragedia”. Se la ragazza fosse stata salviniana, berlusconiana o meloniana per giorni e giorni le avrebbero dedicato editorialoni dei giornali e servizi di copertina dei Tg sbattendola come mostro in prima pagina. Invece lei- Eleonora de Majo- è di sinistra, così non solo si è risparmiata la gogna, ma l'hanno pure premiata. Da ieri infatti è assessore niente meno che alla cultura e al Turismo della città di Napoli chiamata in quel ruolo dal sindaco Luigi De Magistris. Certo, la scelta farà cancellare la cittadina partenopea dalle mappe turistiche degli israeliani e forse di molti ebrei di altre nazionalità, quindi è stata una magnifica mossa del sindaco Masaniello scegliere proprio lei ad occuparsi di turismo. Ma la cosa non è sfuggita alla comunità ebraica della città, che ha espresso in un drammatico comunicato “sconcerto e preoccupazione” per l'incredibile decisione di De Magistris. Fosse accaduto in qualsiasi altro contesto politico avremmo avuto fiumi di prese di posizioni indignate da parte dei leader politici nazionali. Subito Nicola Zingaretti, poi una dopo l'altra le figure di spicco del Pd, poi Matteo Renzi, Luigi Di Maio e centinaia e centinaia di altri a solidarizzare con la comunità ebraica partenopea. Con tutto rispetto per la sua importanza, il solo politico noto sul piano nazionale a levare alto il suo sdegno è stata Mara Carfagna, che sarà di centrodestra ma non difetta di coerenza su questi temi. La De Majo offenderà pure gli ebrei, ma è un'icona a sinistra perché fin dal 2017 le ha cantate con il suo stile inconfondibile a Matteo Salvini che stava arrivando a Napoli: “ Te la diamo noi una lezione bastardo”. Quindi è un'eroina, e tutti belli zitti per non rischiare di offenderla.

Una decina di giorni fa a Roma è stata data alle fiamme una libreria di Centocelle, la Pecora Elettrica. Siccome aveva fama di libreria antifascista senza sapere nulla dei fatti tutti quei leader nazionali che oggi sono muti sulla nomina napoletana (perché a loro di noi ebrei non importa un fico secco: recitano solo) hanno sentenziato con parole durissime che si trattava di un attentato razzista e fascista, lanciando un allarme planetario. A fuoco sono finite lì vicino una pizzeria e un pub a pochi giorni di distanza. Gli inquirenti non cercano la pista fascista che mezzo parlamento aveva già individuato, ma un tunisino sospettato di avere appiccato il fuoco in tutte quelle occasioni. Se sarà lui il colpevole, come la mettiamo? Daremo la colpa al Cus Cus Klan?

Cara senatrice a vita Liliana Segre, con tutta la stima del mondo si scrolli di dosso compagni di strada che si comportano in questo modo, e lasci perdere quella commissione su antisemitismo e razzismo che tante polemiche ha creato nelle ultime settimane. Io penso che non solo sia un errore affidare quei temi a una commissione composta da politici di questa natura, ma che in quelle mani metteremo a rischio la libertà di tutti. A loro non interessa indagare: un colpevole l'hanno già in testa sempre e comunque, e da lì partono anche se i fatti dicono l'opposto. Oggi quella commissione sarà a maggioranza di sinistra, e bollerà Salvini, il centrodestra e i loro seguaci delle infamanti accuse di razzismo e antisemitismo di marca fascista. Domani cambierà la maggioranza e quelli si vendicheranno inseguendo razzismo e antisemitismo di marca ex comunista. Gli uni e gli altri ne approfitteranno per chiudere così la bocca agli avversari politici. Senatrice a vita, non metta in moto questo meccanismo pericoloso per tutti. Se proprio una commissione si deve fare, niente politici, solo tecnici e tutto fuori dal Parlamento.

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